Focus

L’imposta sui servizi digitali: certezze, dubbi e riflessioni

06 Febbraio 2019 | , E-commerce

Sommario

La genesi normativa | Il perimetro soggettivo | Il perimetro oggettivo | Le procedure di calcolo e di versamento dell’imposta dovuta |

 

La nuova imposta sui servizi digitali (c.d. web tax), che punta a incassare 150 milioni di euro per il 2019 a causa del debutto effettivo nella seconda metà dell'anno e 600 milioni annui a partire dal 2020, estende a macchia d’olio il proprio perimetro di applicazione adottando (ma non totalmente, come vedremo) la versione avanzata dalla Commissione europea lo scorso mese di marzo. Secondo alcune stime dovrebbe ricomprendere una platea “attiva” di circa 200 aziende. Nel lavoro si è cercato di focalizzare l’attenzione sui presupposti di imponibilità e i punti di mancato dialogo con la direttiva europea. Resta comunque il dato che la nuova normativa domestica, al pari di quella comunitaria, si preoccupa di rispondere ai tre interrogativi mai demodée nel contesto tributario internazionale: “who to tax” (chi tassare); “what to tax” (che cosa tassare); “where to tax” (dove tassare).

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