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Accordo di ristrutturazione ante 2016 senza solidarietà del cessionario

Qualora una cessione avvenga nell'ambito di accordi di ristrutturazione dei debiti, la modifica operata dal D.Lgs. 158/2015 all'art. 14 D.Lgs. n. 472/97 non ha portata innovativa e, come tale, trova applicazione agli atti di cessione di azienda o di ramo di azienda posti in essere anteriormente al 1° gennaio 2016 (Risp. AE 6 dicembre 2019 n. 21).

 

L’Agenzia delle Entrate è intervenuta in merito all’ambito temporale dell’applicazione dell’art. 14 c. 5-bis D.Lgs. 472/97, che, a decorrere dal 1° gennaio 2016, ha escluso la responsabilità solidale del cessionario di un’azienda/ramo di azienda per il pagamento di imposte e sanzioni imputabili al cedente, se la cessione è intervenuta nell’ambito di una procedura concorsuale o di un accordo di ristrutturazione dei debiti. L'istante chiede di chiarire se l'esclusione possa configurarsi anche nel caso in cui la cessione di un'azienda/ramo di azienda sia posta in essere in esecuzione di un accordo di ristrutturazione dei debiti presentato ed omologato prima della data del 1° gennaio 2016.

 

L’Agenzia precisa che, già prima dell’intervento legislativo del 2015, la Risoluzione AE 12 luglio 1999 n. 112/E aveva limitato la responsabilità solidale a carico del cessionario di un'azienda (o di un ramo di azienda) per il pagamento di imposte e sanzioni imputabili al cedente alle sole "cessioni su base volontaria e negoziale e non già a quelle con evidenti profili pubblicistici", quali quelle effettuate nell'ambito delle procedure fallimentari.

 

Con riferimento alle procedure fallimentari, l’Agenzia è dell'avviso che la disposizione di cui all’art. 16 c. 1 lett. g) D.Lgs. n. 158/2015, abbia carattere ricognitivo di un principio che si poteva desumere già in via interpretativa, come fatto dall'Amministrazione finanziaria. Conseguentemente, il principio, ora sancito con norma, trova applicazione anche prima del 1° gennaio 2016. Alle medesime conclusioni deve giungersi anche per le procedure che, diverse dal fallimento, presentano quelle stesse caratteristiche che, individuate in via interpretativa prima della modifica operata dal D.Lgs. 158/2015, avrebbero già consentito di escludere l'applicazione dell'art. 14 D.Lgs. n. 472/97.

 

Nel medesimo perimetro, a parere dell’Agenzia, devono essere incluse anche le cessioni di beni effettuate nell'ambito degli accordi di ristrutturazione del debito. Anche per gli accordi di ristrutturazione dei debiti la modifica operata dall'art. 16 c. 1 lett. g) D.Lgs. 158/2015 all'art. 14 D.Lgs. n. 472/97 non ha portata innovativa e, come tale, trova applicazione agli atti di cessione di azienda (o di ramo di azienda) posti in essere anteriormente al 1° gennaio 2016.

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