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Ai fini catastali, una stazione sciistica privata rientra tra i fabbricati per le esigenze commerciali

Una stazione di un impianto sciistico privato non può essere considerata, ai fini catastali, “trasporto pubblico” (categoria E/1) e deve essere inserita tra i fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un'attività commerciale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni (D/8). Così la Cassazione con l’ordinanza del 6 ottobre 2017 n. 23478.

 

Nel caso in esame, l’Agenzia delle Entrate ricorreva avverso la sentenza della CTR che aveva annullato un avviso di accertamento con il quale si rettificava il classamento di un’unità immobiliare costituita da un interrato in cemento con un annesso prefabbricato, ospitante la stazione di arrivo e la cabina di comando di un impianto sciistico di risalita. La società aveva proposto il classamento E/1, mentre l’ufficio aveva attribuito la categoria D/8. Secondo la ricorrente, i giudici del merito erroneamente avevano ritenuto che la stazione non potesse essere scorporata quale unità autonoma; era inoltre evidente la natura di trasporto privato della struttura.

 

 

«È pacifico – si legge nell’ordinanza della Cassazione, con la quale i giudici hanno accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate – nel caso di specie che si discute di un impianto di risalita funzionale alle piste sciistiche gestite dalla contribuente. Dunque non sussiste il presupposto del classamento come “mezzo di pubblico trasporto”, classamento che presuppone evidentemente una, sia pur parziale, utilizzabilità delle strutture come mezzo di trasporto a disposizione del pubblico. Mentre un impianto di risalita svolge una esclusiva funzione commerciale di ausilio ed integrazione dell’uso delle piste sciistiche».

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