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Al via lo scambio dati sui ruling

Approvato lo scorso 10 marzo dal Consiglio dei Ministri, il Decreto Legislativo che, in attuazione delle Direttive europee, muta da facoltativo ad obbligatorio lo scambio di informazioni sui ruling preventivi transfrontalieri e gli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento. Pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale le sue disposizioni sono divenute immediatamente efficaci e operative (D.Lgs. 15 Marzo 2017, n. 32G.U. Serie Generale n.69 del 23 marzo 2017).

 

Gli effetti del Decreto scattano a partire dal 1° gennaio 2017, data a decorrere dalla quale gli Stati UE sono tenuti a scambiarsi le informazioni sui ruling e gli accordi preventivi sottoscritti dai contribuenti a partire da quest’anno.

 

In particolare, per quanto concerne i ruling, la nuova disciplina si applica a:

  • accordi preventivi per le imprese con attività internazionale;
  • accordi preventivi relativi alla patent box;  
  • pareri resi su istanze di interpello aventi ad oggetto l'interpretazione o l'applicazione di norme, anche di origine convenzionale, concernenti il trattamento fiscale di un’operazione transfrontaliera (interpelli ex art. 11, comma 1, lettere a) e c), L. 212/2000);  
  • pareri resi su istanze di interpello, aventi ad oggetto l'interpretazione o l’applicazione di norme, anche di origine convenzionale, concernenti il trattamento fiscale di un’operazione transfrontaliera (interpelli ex art. 6, comma 2, D.Lgs. n.128/2015);  
  • pareri resi su istanze di interpello aventi ad oggetto l'interpretazione o l'applicazione di norme, anche di origine convenzionale, concernenti il trattamento fiscale di un’operazione transfrontaliera (interpelli ex art. 2 D.L.gs. n. 147/2015);  
  • ogni altro accordo o parere reso su istanze di interpello con effetti simili alle precedenti, presentate ai sensi di una normativa emanata in data successiva al Decreto in commento (23 marzo 2017). 

Come anticipato, lo scambio di informazioni interesserà anche gli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento, ovvero gli accordi per la preventiva  definizione  in  contraddittorio  dei  metodi  di calcolo del valore normale delle operazioni con società non residenti nel territorio dello Stato, che direttamente o indirettamente controllano l'impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l'impresa (art. 110, comma 7, T.U.I.R.),  e gli accordi per l'applicazione ad un caso concreto di norme, anche di origine convenzionale, concernenti l'attribuzione di utili e  perdite alla stabile organizzazione in un altro Stato di un'impresa o un ente  residente ovvero alla stabile organizzazione in Italia di un soggetto non residente (ipotesi previste, rispettivamente, alla lettera a) e b) dell’art. 31-ter,  comma  1, D.P.R. n. 600/73). 

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