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Alienazione di una quota di immobile, beneficio prima casa revocato solo in parte

Il beneficio fiscale prima casa può non essere revocato per intero, nel caso di alienazione di una quota dell’immobile beneficato. Lo sostiene la Corte di Cassazione con l’ordinanza dell’8 ottobre 2018, n. 24658, con la quale gli Ermellini di piazza Cavour hanno accolto il ricorso di una contribuente che aveva impugnato l’avviso di liquidazione dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale con il quale il Fisco revocava l’agevolazione prima casa.

 

Il motivo per cui l’Agenzia delle Entrate aveva proceduto con la revoca del beneficio fiscale era semplice: la donna aveva alienato una parte dell’immobile. Anche la Commissione Tributaria Regionale riteneva fondata la tesi dell’Ufficio, ma non così la Suprema Corte, che ha accolto le rimostranze della contribuente.

 

Nel caso di alienazione di una quota dell’immobile – che rappresenta un trasferimento parziale – dovrà dunque seguire la revoca parziale del beneficio a suo tempo goduto, «ciò risultando necessario per garantire un’esigenza di proporzionalità fra interessi del proprietario e ragion fiscale».

 

La Sesta Sezione Civile della Cassazione ha quindi evidenziato che «l’esigenza di salvaguardare la parte del beneficio agevolativo ritualmente applicato all’atto della registrazione e solo parzialmente venuto meno per effetto della parziale alienazione trova pieno riconoscimento attraverso l’interpretazione della norma interna conforme al diritto di proprietà, avente copertura oltre che costituzionale anche per effetto della Convenzione europea dei diritti dell’uomo».

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