News

Anche se con attribuzione di un patrimonio negativo, scissione asimmetrica non abusiva

Non è elusiva la scissione asimmetrica con attribuzione alla società beneficiaria di un patrimonio netto contabile negativo. È quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la Risposta n. 101 pubblicata ieri sul proprio sito istituzionale, con la quale il Fisco è intervenuto a seguito dell’interpello di una società immobiliare.

 

Secondo la società istante, l’operazione di scissione rappresentata non doveva essere considerata fattispecie di “abuso del diritto”, in quanto non rivolta all’ottenimento di vantaggi fiscali indebiti e provvista di sostanza economica. Ed in effetti, tale è stato anche il parere dell’Agenzia delle Entrate, secondo la quale la scissione “asimmetrica” sottopostale non costituiva un’operazione abusiva proprio perché non consentiva la realizzazione di un vantaggio fiscale indebito e perché non si ravvisava alcun contrasto con la ratio di disposizioni fiscali o con i principi dell’ordinamento tributario.

 

Infatti, la fusione asimmetrica sottoposta al Fisco appariva, ad un attento esame, come un’operazione fisiologica finalizzata semplicemente a consentire alla società istante (Alfa) di proseguire la propria attività di valorizzazione del patrimonio immobiliare di proprietà (seppur ridotto) e alla società beneficiaria (Beta) di proseguire la propria attività di coltivazione e vendita di piante, contando su un rafforzamento patrimoniale (per effetto dell’attribuzione dei beni immobili presso i quali viene attualmente svolta l’attività d’impresa).

Leggi dopo

Le Bussole correlate >