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Assegni senza clausola di trasferibilità, sanzione ridotta

Grazie a un emendamento al Decreto Fiscale (D.L. 119/2018), inserito con la legge di conversione (L. 136/2018), è stata modificata la sanzione inflitta in caso di assegni senza clausola di trasferibilità. Nello specifico, il nuovo art. 9-bis del Decreto Fiscale modifica l’art. 63 del D.Lgs. n. 231/2007 - concernente la prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo - al fine di inserire un nuovo comma 1-bis che modifica la disciplina sanzionatoria per le violazioni di cui all'art. 49, comma 5 D.Lgs. 231/2007, relative alla mancata indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità in assegni bancari e postali emessi per importi pari o superiori a 1.000 euro.

 

Il nuovo comma 1-bis prevede che, in tali casi e per importi inferiori a 30.000 euro, l'entità della sanzione minima è pari al 10% dell'importo trasferito in violazione del menzionato art. 49, comma 5. La novità si applica qualora ricorrano le circostanze di minore gravità della violazione, accertate ai sensi dei criteri per l'applicazione delle sanzioni stabiliti dall'art. 67 del D.Lgs. 231/2007, e precisamente:

  • la gravità e durata della violazione;
  • il grado di responsabilità della persona fisica o giuridica;
  • la capacità finanziaria della persona fisica o giuridica responsabile;
  • l’entità del vantaggio ottenuto o delle perdite evitate per effetto della violazione, nella misura in cui siano determinabili;
  • l’entità del pregiudizio cagionato a terzi per effetto della violazione, nella misura in cui sia determinabile;
  • il livello di cooperazione con le autorità di cui all'art. 21, comma 2, lettera a) prestato della persona fisica o giuridica responsabile;
  • l'adozione di adeguate procedure di valutazione e mitigazione del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, commisurate alla natura dell’attività svolta e alle dimensioni dei soggetti obbligati;
  • le precedenti violazioni delle disposizioni di cui al D.Lgs. 231/2007.

La nuova sanzione minima si applica anche ai procedimenti amministrativi in corso al 24 ottobre 2018.

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