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Attività di accertamento in calo dell'11,5%

 

Nel 2018, il numero di accertamenti ordinari realizzati, poco meno di 263 mila, risulta in calo rispetto all’anno precedente dell'11,5%  e, dopo la drastica flessione del 2016 (quando il numero degli accertamenti ordinari non aveva raggiunto i 200 mila), si allontana nuovamente dai livelli ante 2016 (in media poco più di 310 mila accertamenti all’anno). A certificarlo è la Corte dei Conti nella Relazione sul rendiconto generale dello Stato 2018.

 

All’interno dei controlli, che non tengono conto delle adesioni da voluntary disclosure (323.861 nel 2016, 7.582 nel 2017 e 43.960 nel 2018), gli accertamenti da studi di settore diminuiscono ulteriormente (-28,3%, passando 2.529 nel 2017 a 1.814 nel 2018), confermando la assoluta marginalità assunta dagli studi ai fini della diretta rettifica delle basi imponibili dichiarate. In flessione anche il numero dei controlli sui crediti di imposta indebitamente compensati mediante mod. F24 che passano da 7.857 nel 2017 a 7.032 nel 2018 (-10,5%).

 

In relativa flessione (-19,95) anche il numero degli accertamenti parziali automatizzati, che passa da 266.443 nel 2017 a 251.907 nel 2018, valori questi sensibilmente lontani da quelli raggiunti negli anni anteriori al 2016. Secondo quanto riportato dalla Relazione, in un primo momento si era ipotizzato che il loro decremento potesse essere in parte correlato anche alle numerose comunicazioni che l’Agenzia delle entrate ha inviato ormai da diversi anni per segnalare ai contribuenti omissioni riscontrate in via automatizzata. Tale previsione si è però rilevata solo in parte vera: le comunicazioni solo in parte danno luogo a ravvedimento operoso. Sul punto, deve essere tenuto presente che alcune delle situazioni che in passato davano luogo ad accertamento parziale oggi vengono segnalate ai contribuenti attraverso la precompilazione della dichiarazione. È per questo che la Corte dei Conti ritiene che il numero di accertamenti parziali automatizzati possa in futuro stabilizzarsi sul risultato del biennio 2017-2018.

 

Il calo generalizzato degli accertamenti si è tradotto di conseguenza in una perdita del gettito derivante da tale attività: i proventi del 2018 si caratterizzano per una notevole flessione rispetto a quelli degli anni precedenti (-23,8% rispetto al 2017 e -9% rispetto al 2016) nonché da quelli conseguiti nelle annualità 2014 e 2015, del tutto esenti da attività finalizzata alla gestione della collaborazione volontaria. La flessione è dovuta, tra il resto, al ricorso al ravvedimento operoso e all'adesione alla definizione agevolata (DL. n. 119/2018) che ha consentito, tra l’altro, di definire il contenuto dei processi verbali di constatazione consegnati fino al 24 ottobre 2018 senza corresponsione di interessi e sanzioni e con possibilità di rateizzare le imposte pretese con un orizzonte particolarmente lungo (20 rate trimestrali).

 

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