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Attività esterne: nuove regole per i medici dipendenti dell’Istituto

L’INPS, con Circolare n. 62/2014, illustra le indicazioni operative per l’applicazione al personale inquadrato nell’Area medica del Regolamento recante la “Disciplina delle incompatibilità e delle autorizzazioni a svolgere attività esterne all’ufficio per i dipendenti dell’INPS, ai sensi dell'art. 53 D.lgs. n. 165/2001”, modificato il 6 marzo scorso dalla determinazione commissariale n. 19.

A norma dell’art. 5 del Regolamento, infatti, è assolutamente incompatibile con il rapporto di lavoro dei dipendenti dell’Istituto lo svolgimento di:

  • incarichi che generano conflitto di interessi anche potenziali con le funzioni svolte dal dipendente o dalla struttura cui lo stesso è assegnato e, in generale, con l’attività istituzionale dell’Amministrazione;
  • attività che, per l’impegno richiesto o per le modalità di svolgimento, non consentono un tempestivo e puntuale svolgimento dei compiti di ufficio da parte del dipendente in relazione alle esigenze della struttura cui è assegnato.

Tale disciplina, per espresso riferimento regolamentare, è applicabile anche ai medici dipendenti dell’Istituto, per i quali le attività in parola sono consentite solo al di fuori dell’orario di servizio e al di fuori delle Strutture dell’Istituto.

Inoltre, lo svolgimento delle attività professionali esterne è subordinato al rilascio delle autorizzazioni nel rispetto di quanto previsto dal Regolamento e secondo le istruzioni illustrate nella Circolare in oggetto, differenziate per:

  • medici dipendenti in servizio presso le sedi territoriali;
  • medici dipendenti con funzioni di coordinamento regionale;
  • medici dipendenti del Coordinamento generale.
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