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Black list Ecofin, il MEF chiarisce l'ingresso degli Emirati Arabi

Mani avanti del MEF sull'inclusione degli Emirati Arabi nella lista nera UE dei paradisi fiscali. Come noto, lo scorso martedì, il Consiglio Ecofin ha diffuso un elenco aggiornato di Paesi connotati da giurisdizioni non cooperative ai fini fiscali. Nella lista, rispetto a quella passata, sono rimaste le Samoa americane, Guam, Samoa, Trinidad e Tobago e le Isole Vergini, e sono state aggiunte Aruba, Barbados, Belize, le Bermuda, Dominica, Fiji, Isole Marshall, Oman, Emirati Arabi e Vanuatu.

 

Circa l'inclusione degli Emirati Arabi, l'Italia inizialmente ha posto un veto poi rimosso. All'indomani dell'approvazione della lista, dal MEF ci tengono a chiarire in merito alle inesattezze riportate circa il ruolo giocato dall’Italia nella decisione unanime, presa dall’Ecofin martedì a Bruxelles, di includere gli Emirati Arabi nella nuova lista nera Ue dei paradisi fiscali” precisando tre aspetti:

  • gli Emirati Arabi hanno già predisposto la normativa necessaria per uscire dalla Lista nera ma non hanno ancora concluso il lungo iter per la sua adozione formale previsto dalla loro Costituzione federale;
  • richiamando le decisioni del Gruppo Codice di condotta sulla tassazione delle imprese circa la flessibilità da riconoscere per vincoli di natura costituzionale, l’Italia ha chiesto e ottenuto in sede Ecofin di modificarne le conclusioni. Queste ora prevedono che, una volta ratificata la modifica della rispettiva normativa, qualunque paese debba essere tempestivamente rivalutato e uscire dalla lista nera;
  • per questa ragione l’Italia ha ritirato la sua riserva e approvato la nuova lista nera UE.
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