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Bond, costi di emissione deducibili per cassa anche dai "grandi emittenti"

La deducibilità secondo il principio di cassa dei costi sostenuti per l'emissione di strumenti obbligazionari, ammessa dall'art. 32, comma 13, del D.L. n. 83/2012 (c.d. Decreto Crescita), si riferisce non soltanto alle PMI ma anche ai cosiddetti “grandi emittenti”, ossia alle banche e alle società con azioni negoziate, seppure con riferimento ai soli titoli emessi dopo l’entrata in vigore del Decreto Crescita (22 giugno 2012). La deducibilità per cassa di detti oneri va intesa, tuttavia, come facoltà, e non come obbligo. Il chiarimento è stato fornito dall'Agenzia delle Entrate nella Circolare n. 29/E del 26 settembre 2014.

Nel documento di prassi l'Agenzia ricorda che il citato art. 32 del citato Decreto Crescita ha modificato il regime civilistico e fiscale degli interessi degli strumenti finanziari che possono emettere le PMI, quali le obbligazioni e le cambiali finanziarie, al fine di dotarle di strumenti di raccolta di capitali di debito, utilizzabili in alternativa alla raccolta presso i soci e al credito bancario. Tra le norme agevolative per il finanziamento delle imprese, la circolare segnala l'art. 32, comma 13, del Decreto, cha ha disposto che le spese di emissione "delle cambiali finanziarie, delle obbligazioni e dei titoli similari di cui all’art. 1, D.Lgs. 1° aprile 1996, n. 239, primo comma, sono deducibili nell’esercizio in cui sono sostenute indipendentemente dal criterio di imputazione a bilancio".

Secondo quanto osservato nel documento di prassi, la disposizione in esame, che attribuisce la rilevanza fiscale di tali oneri secondo il principio di cassa indipendentemente dall’imputazione a conto economico, consentendo di dedurre le suddette spese in via anticipata, ha portata ampia, dovendosi riferire non solo alle PMI ma anche ai cosiddetti “grandi emittenti”, ossia alle banche e alle società con azioni negoziate. Tuttavia, precisa l'Agenzia, la norma non intende "superare in modo assoluto il criterio generale di deducibilità per competenza delle suddette spese di emissione, seguendo la ripartizione contabile effettuata in più esercizi e lungo la durata dell’operazione di finanziamento". Ne consegue che la deducibilità per cassa delle spese di emissione dei titoli obbligazionari, titoli similari e delle cambiali finanziarie, va considerata una facoltà e non un obbligo, e ciò "in linea con la ratio di natura agevolativa che caratterizza l’intero Decreto crescita".

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