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Bonus condomini riconosciuti anche ai “teoricamente beneficiari”

Il bonus sisma e l’ecobonus possono essere ceduti anche dai condòmini non tenuti al versamento dell’imposta sul reddito, a condizione che siano teoricamente beneficiari delle detrazioni d’imposta. La possibilità di cedere le detrazioni, pertanto, riguarda tutti i soggetti che sostengono le spese in questione, compresi coloro che, in concreto, non potrebbero fruire della corrispondente detrazione in quanto l’imposta lorda è assorbita dalle altre detrazioni o non è dovuta.

 

A prevederlo sono i due Provvedimenti pubblicato ieri dall’Agenzia delle Entrate per disciplinare le modalità di cessione del credito d’imposta corrispondente:

  • alla detrazione spettante per gli interventi relativi all'adozione di misure antisismiche e all'esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica effettuate sulle parti comuni di edifici dalle quali derivi una riduzione del rischio sismico (art. 16, comma 1-quinquies D.L. n. 63/2013). La detrazione, si ricorda, è pari al 75% delle spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 (85% se dall'intervento derivi il passaggio a due classi inferiori di rischio) e si applica su un ammontare delle spese non superiore a 96.000 euro moltiplicato il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio;
  • alla detrazione spettante per gli interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni di edifici che interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo e quelli di riqualificazione energetica relativi alle parti comuni di edifici finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva.Tale detrazione, anch’essa riconosciuta per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, è pari al 70% in relazione ai primi dei suindicati interventi e al 75% in relazione ai secondi. Si applica su un ammontare delle spese non superiore a euro 40.000 moltiplicato il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

 

Ecco nel dettaglio cosa prevedono i due nuovi Provvedimenti in relazione ad entrambi i crediti.

 

Beneficiari

Il credito può essere ceduto dai condòmini (anche non tenuti al versamento dell’imposta sul reddito, a condizione che siano teoricamente beneficiari della detrazione d’imposta prevista per i detti interventi) e dai cessionari del credito (i quali a loro volta possono effettuare ulteriori cessioni) a favore dei fornitori dei beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi o di altri soggetti privati quali persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti (purché però non si tratti di istituti di credito, intermediari finanziari e P.A.).

 

Credito

Secondo quanto previsto dalla nuova prassi, il condòmino può cedere l’intera detrazione calcolata o sulla base della spesa approvata dalla delibera assembleare per l’esecuzione dei lavori, per la quota a lui imputabile, o sulla base delle spese sostenute nel periodo d’imposta dal condominio, anche sotto forma di cessione del credito d’imposta ai fornitori, per la quota a lui imputabile. Il cessionario può cedere, in tutto o in parte, il credito d’imposta acquisito solo dopo che tale credito è divenuto disponibile, vale a dire, secondo quanto disposto dal Provvedimento, dal 10 marzo del periodo d’imposta successivo a quello in cui il condominio ha sostenuto la spesa e sempreché il condòmino cedente abbia contribuito al relativo sostenimento per la parte non ceduta sotto forma di credito d’imposta.

 

Procedura

Se i dati non sono indicati nella delibera assembleare che approva gli interventi, la procedura per il riconoscimento del credito deve essere attivata dai condòmini i quali devono comunicare all’amministratore di condominio, entro il 31 dicembre del periodo d’imposta di riferimento, l’avvenuta cessione del credito indicando, oltre ai propri dati, anche la denominazione e il codice fiscale di quest’ultimo e l’accettazione della cessione. L’amministratore di condominio, a sua volta, comunica all’Agenzia delle entrate l’accettazione del cessionario, la denominazione e il codice fiscale di quest’ultimo e l’ammontare del credito d’imposta ceduto sulla base delle spese sostenute dal condominio entro il 31 dicembre dell’anno precedente. Successivamente consegna al condòmino la certificazione delle spese a lui imputabili, indicando il protocollo telematico con il quale ha effettuato la comunicazione all’Agenzia delle entrate. Il mancato invio della predetta comunicazione rende inefficace la cessione del credito.

In caso di condomini minimi sprovvisti di amministratore, i condòmini possono cedere il credito d’imposta incaricando uno tra loro di effettuare i menzionati adempimenti.

Il cessionario che intende a sua volta cedere il credito a lui spettante, deve darne comunicazione all’Agenzia attraverso i canali telematici della stessa. Il credito che gli spetta sarà indicato nel suo “Cassetto fiscale” e potrà utilizzarlo o ulteriormente cederlo solo dopo che l’abbia accettato con le funzionalità rese disponibili nel medesimo “Cassetto fiscale”. Le informazioni sull’accettazione del credito da parte del cessionario sono visibili anche nel “Cassetto fiscale” del cedente.

 

Utilizzo del credito

Il credito d’imposta, che non sia oggetto di successiva cessione, è utilizzabile in compensazione mediante modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate. La compensazione non è soggetta ai limiti ex art. 34 L. n. 388/2000. Il credito è utilizzabile dal cessionario alle medesime condizioni applicabili al cedente. La quota del credito che non è fruita nel periodo di spettanza è riportata nei periodi d’imposta successivi e non può essere chiesta a rimborso.

 

Controlli

In caso di mancanza anche parziale dei requisiti oggettivi che danno diritto alla detrazione in capo al condòmino, ovvero in caso di indebita fruizione, anche parziale, del credito da parte del cessionario, il recupero del relativo importo avverrà nei loro confronti (rispettivamente, del condòmino nella prima ipotesi e del cessionario nella seconda) maggiorato di interessi e sanzioni

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