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Canoni consortili, veri e propri tributi

I canoni consortili imposti alle imprese dai consorzi per le aree di sviluppo industriale […] non sono semplici canoni ma veri e propri tributi”. Questo è quanto ha stabilito questo il Giudice di pace di Vasto, con la sentenza n. 192 del 19 maggio 2016. È stata l’occasione per analizzare l’argomento, approfondito da Vincenza Bassi nel contributo pubblicato dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti il 15 luglio, con il titolo di “La natura tributaria dei canoni imposti dai consorzi per le aree di sviluppo industriale”.

 

Il Giudice abruzzese aveva quindi potuto affermare che “non può negarsi la intrinseca natura tributaria del canone annuale che certamente concorre a finanziare un servizio che il privato, seppure ne trae vantaggio, non ha richiesto né può rifiutare”. Una riflessione che porta ad individuare anche la giurisdizione del canone consortile: poiché il giudice ne ha accertato la natura tributaria, la giurisdizione non appartiene ai giudici ordinari, bensì a quello tributario.

 

D’altronde – ricorda l’autrice – “I canoni consortili, trovando la loro fonte nella legge, rientrano nell’ambito dell’art. 23 della Cost., partecipando della natura delle obbligazioni pubblicistiche, equiparabili ai tributi”. Ragionando sulla natura del canone consortile, la Bassi osserva va osservato il principio secondo cui si deve riconoscere l’intrinseca natura tributaria di un esborso se esso “concorre a finanziare un servizio di cui il privato bensì si avvantaggia senza però aver chiesto di usufruire, e senza potervi rinunciare”.

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