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Coltivatori diretti e IAP: riproposte le agevolazioni fiscali e contributive per gli anni 2020 e 2021

13 Gennaio 2020 |

Art. 1 c. 183 L. 160/2019
Art. 1 c. 503 L. 160/2019

Agricoltura: incentivi ed agevolazioni

La Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019) ripropone alcune agevolazioni fiscali e contributive per coltivatori diretti (CD) e imprenditori agricoli professionali (IAP).

 

Esenzione IRPEF

L’art. 1 c. 183 L. 160/2019 ripropone l’esenzione totale dall’IRPEF (e dalle addizionali) per i redditi dominicali e agrari conseguiti da CD e IAP iscritti nella previdenza agricola nell’anno di imposta 2020. Per il 2021 l’esclusione viene rimodulata nella misura del 50%.

I soggetti che determinano il reddito su base catastale e che possono quindi fruire dell’agevolazione in commento sono:

- il piccolo imprenditore agricolo (art. 2083 c.c.);

- l’imprenditore agricolo (art. 2135 c.c.);

- la società semplice e l’ente non commerciale.

In merito alle società semplici l’agevolazione è da considerarsi applicabile solo nel caso in cui le stesse attribuiscano per trasparenza ai soci persone fisiche (in possesso della qualifica di CD o IAP) redditi fondiari (Circ. AE 7 aprile 2017 n. 8/E par. 9).

Viceversa, i soci delle società commerciali (società di persone e S.r.l.) e delle cooperative, anche se ammesse all’opzione per la determinazione del reddito su base catastale e qualificate come società agricole ai sensi del D.Lgs. 99/2004, sono da ritenersi esclusi dall’agevolazione in commento, in quanto l’opzione comporta esclusivamente una differente modalità di determinazione del reddito che mantiene comunque la natura di reddito d’impresa e come tale viene di conseguenza imputato ai soci.

 

Esonero contributivo

L’art. 1 c. 503 L. 160/2019, al fine di promuovere il ricambio generazionale in agricoltura, riconosce ai CD e agli IAP, con età inferiore a quarant'anni, con riferimento alle nuove iscrizioni nella previdenza agricola effettuate nel corso del 2020 e ferma restando l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, l'esonero per un periodo massimo di ventiquattro mesi dal versamento della totalità dell'accredito contributivo presso l'assicurazione generale obbligatoria (AGO) per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti (IVS).

 

Nel dettaglio, dal punto di vista soggettivo:

- sono coltivatori diretti (CD) gli agricoltori che si dedicano direttamente ed abitualmente alla manuale coltivazione dei fondi, in qualità di proprietari, affittuari, usufruttuari, enfiteuti e/o all'allevamento e attività connesse. A livello temporale l’impegno lavorativo annuo necessario per la gestione dell'azienda non deve essere inferiore a 104 giornate e il coltivatore diretto deve far fronte autonomamente o tramite la propria famiglia ad almeno un terzo del fabbisogno lavorativo annuo complessivo;

- sono imprenditori agricoli professionali (IAP) i piccoli imprenditori (art. 2135 c.c.) che dedicano alle attività agricole almeno il 50% del tempo di lavoro complessivo e ritraggono da esse almeno il 50% dei propri redditi globale di lavoro (25% qualora l’attività venga svolta in zone svantaggiate).

La decontribuzione in oggetto è circoscritta alla quota di assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti (IVS) e al contributo addizionale di cui all’art. 1 c. 107 L. 160/75 (dovuto dallo IAP e dal CD per l‘intero nucleo). Nessuna riduzione è stabilita per il contributo di maternità (dovuto da ciascuna unità attiva iscritta nella gestione speciale di CD e IAP) e premio INAIL (dovuto esclusivamente dal CD).

Come anticipato in premessa, la disposizione in oggetto non rappresenta una novità essendo stata introdotta per la prima volta, per l’anno 2017, dall’art. 1 c. 344 e 345 L. 232/2016 e prorogata per l’anno successivo (2018) dall’art. 1 c. 117 e 118 L. 205/2017. Rispetto al passato la norma attuale prevede una totale decontribuzione biennale mentre nelle precedenti versioni alla decontribuzione triennale seguiva un ulteriore biennio con agevolazione decrescente, prima al 66% e poi al 50%.

Dal punto di vista applicativo, come già precisato dall’INPS in relazione alle previgenti norme agevolative (Circ. INPS 11 maggio 2017 n. 85 e Circ. INPS 28 febbraio 2018 n. 36), si evidenzia che:

l'esonero di cui trattasi non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previste dalla normativa vigente ed è subordinato alla regolarità relativa agli obblighi contributivi, al rispetto ed alla tutela delle condizioni di lavoro, al rispetto degli obblighi di legge derivanti dalle qualifiche di CD e IAP nonché alla corretta applicazione degli accordi e contratti collettivi nazionali, di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più̀ rappresentative sul piano nazionale;

- “nuova iscrizione nella previdenza agricola” deve intendersi riferita, sia per CD (con riferimento al solo “capo nucleo CD”) che per IAP, a soggetti che non siano già stati iscritti, e successivamente cancellati, nei 12 mesi precedenti l’inizio attività per la quale si chiede l’applicazione del beneficio. Ai fini dell’ammissione al beneficio, con particolare riferimento ai Coltivatori Diretti, per “nuova realtà̀ imprenditoriale” va considerata quella ulteriore e diversa rispetto ad altre eventualmente già̀ esistenti.

Se, come pare lecito ipotizzare, verrà confermata la procedura di richiesta già istituita per le annualità precedenti, la presentazione dell’istanza dovrà essere effettuata accedendo, nell’ambito dei servizi telematici del Cassetto previdenziale per autonomi agricoli, alla sezione “Comunicazione bidirezionale” – “Invio comunicazione”.

È infine prevista la rilevanza dell’agevolazione in commento ai fini del computo dei limiti previsti dal Reg. UE 1407/2013 e dal Reg. UE 1408/2013, relativi all'applicazione degli artt. 107 e 108 TFUE agli aiuti «de minimis». Ne consegue che l’importo degli aiuti fruiti (complessivamente e cumulativamente con altri aiuti rilevanti a questi fini) non deve eccedere euro 15.000,00 nell’arco dei tre esercizi finanziari.

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