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Commercialisti, ANC e ADC contro il riconoscimento delle specializzazioni

Il riconoscimento delle specializzazioni divide la categoria, CNDCEC e ANC-ADC. Con una nota diffusa ieri, ANC e ADC evidenziano che “rumors” prevedono un emendamento che riconosca le cosiddette “specializzazioni”. «Dopo mesi di discussione sulla questione, dopo aver argomentato sul perché un corso di formazione non può essere considerato più valevole di un’esperienza decennale sul mercato, dopo aver ribadito che un albo suddiviso tra specialisti e commercialisti di serie B porterebbe unicamente allo svilimento della professione,  prendiamo atto che tutti i nostri rilievi sono rimasti inascoltati; il Consiglio Nazionale chiede che le specializzazioni, così come da loro declinate, diventino legge, cancellando con un colpo di spugna tutto il dibattito precedente».

 

In breve: avverte l’ANC che i commercialisti, il giorno dopo l’approvazione dell’emendamento, dovrebbero recarsi alle SAF, Scuole di alta formazione, per conseguire il titolo di specialista. «I costi medi sono stimati in 2000,00 euro a corso (oltre alle 200 ore di formazione), costi che naturalmente andranno ad aggiungersi alle spese che il professionista sostiene già. Le aeree delle specializzazioni: amministrazione e controllo imprese, procedure concorsuali e risanamento, funzioni giudiziarie e metodi ADR, economia degli enti locali e no profit, Finanza aziendale, consulenza e pianificazione fiscale, Contenzioso, principi contabili e di valutazione, economia e fiscalità del Lavoro. A nostro parere, una riforma così dirompente non può passare attraverso un emendamento su un singolo articolo del nostro ordinamento professionale, oltretutto inserito in un provvedimento che nulla c’entra con la nostra professione».

 

Evidenziano ANC ed ADC che non è necessario sancire e qualificare come “specializzazione” qualcosa che già si sa fare, perché oggetto della professione. Invece, servirebbero delle vere semplificazioni.

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