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Commercialisti: equo compenso ex ante

Ritorna sul tavolo dei sindacati la questione dell’equo compenso. Una nota diramata ieri dalle Associazioni di categoria riunite (ADCAIDCANCANDOCUNAGRACOUNGDCECUNICO) richiama l’attenzione sulle diverse proposte che si confrontano in Parlamento ed in particolare sulla sentenza n. 4614/2017 del Consiglio di Stato che ha dichiarato legittimo il comportamento del Comune di Catanzaro che ha indetto un bando di gara dove le prestazioni dei professionisti non prevedevano compenso. 

 

Dati alla mano - calo del 20% dei redditi medi dei professionisti negli ultimi 10 anni, giovani che raggiungono con difficoltà la soglia annua dei 20 mila euro e donne che guadagnano il 40% in meno degli uomini – i Commercialisti chiedono norme che aiutino i professionisti ad ottenere un compenso, senza costringere il professionista a intraprendere un lungo e costoso iter giudiziario, nel quale si rischia la soccombenza.

 

“Le Associazioni” si legge nella nota “ritengono giusto e corretto cercare dei parametri congrui per stabilire i corrispettivi inerenti le prestazioni dei professionisti e sarebbe auspicabile iniziare a rendere obbligatorio il riconoscimento di equo compenso partendo dai contratti con la Pubblica Amministrazione (e con enti e società partecipate), si potrebbe intervenire ex ante impedendo bandi, incarichi e affidamenti in deroga ai minimi stabiliti da parametri e tabelle di riferimento o addirittura gratuiti, consentendo al professionista di percepire il proprio equo compenso senza dover ricorrere al giudice”. “Tali parametri” aggiungono “potrebbero inoltre diventare un benchmark di riferimento nei rapporti con i committenti privati”. “Un compenso proporzionato all’attività professionale svolta” conclude la nota “è doveroso da riconoscere ai liberi professionisti ed è necessario che tale diritto non rimanga soltanto un principio enunciato sulla carta, lasciando vuote le tasche dei professionisti”.

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