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Compensazioni crediti P.A., valgono le vecchie regole

Con il Decreto 9 agosto 2017, pubblicato ieri nella Gazzetta n. 194, il Ministero dell’Economia ha confermato anche per il 2017 le modalità già utilizzate in passato da imprese e i professionisti che vantano crediti nei confronti della pubblica amministrazione per compensarli con le cartelle esattoriali.

 

La misura, originariamente prevista dal D.M. 24 settembre 2014 per l’anno 2014 e poi sempre confermata per i successivi, consente di compensare nel 2017 i carichi affidati agli Agenti della riscossione entro il 31 dicembre 2016. Dunque, anche i debiti relativi alla definizione agevolata di cui all’art. 6 del D.L. n. 193/2016 (cd. “Decreto Fiscale”). Il beneficio è riconosciuto, dietro richiesta, esclusivamente alle imprese titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, per somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali, maturati nei confronti delle amministrazioni pubbliche qualora la somma iscritta a ruolo sia inferiore o pari al credito vantato. La procedura da seguire è quella individuata dall’art. 28-quater D.P.R. n. 602/1973 che stabilisce la certificazione necessaria per accedere alla compensazione, alla cui validità ed esistenza è condizionata l’estinzione del debito a ruolo. 

 

In relazione al 2017 la possibilità di compensare era già stata prevista dalla cd. “manovrina”, la quale rinviava a un decreto ministeriale attuativo l’individuazione delle modalità. Si tratta del Decreto in commento, approdato ieri in Gazzetta Ufficiale. 

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