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Compliance reciproca tra Agenzia e contribuente

L’Ufficio delle Entrate deve spiegare al cittadino i rischi ai quali va incontro se non ottempera alla richiesta di fornire, in sede amministrativa, i documenti richiesti; non è soltanto il contribuente tenuto a collaborare con il Fisco, ma lo stessa Amministrazione deve dimostrarsi leale e collaborativa (Cass. 21 giugno 2019, n. 16725).

 

I giudici della Suprema Corte hanno accolto il ricorso di un contribuente. Secondo la V Sezione Civile, la CTR aveva ritenuto erroneamente inutilizzabili i documenti depositati dal cittadino, evidenziando che i principi di compliance valgono anche per il Fisco: l’Agenzia deve collaborare con il contribuente.

 

Pertanto, osserva la Cassazione, non è solo il contribuente che deve collaborare, ma anche l’Ufficio è tenuto ad ispirare la propria condotta ai canoni della lealtà e della collaborazione. L’omessa esibizione da parte del contribuente dei documenti in sede amministrativa non determina l’inutilizzabilità della successiva produzione in sede contenziosa per il mero verificarsi di detta omessa esibizione, ma in presenza del peculiare presupposto, la cui prova incombe sull’Agenzia, costituito dall’invito specifico e puntuale all’esibizione, accompagnato dall’avvertimento circa le conseguenze della sua mancata ottemperanza.

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