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Condannato l’imprenditore che non paga le ritenute anche se in crisi di liquidità

17 Ottobre 2019 | Contributi previdenziali e assistenziali

 

La crisi di liquidità non è elemento che possa giustificare l’insussistenza del dolo in merito all’omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali (Cass. pen. 14 ottobre 2019 n. 42113).

 

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato da un imprenditore che impugnava la decisione di Appello, che lo aveva condannato a due mesi e quindici giorni di reclusione. La Corte territoriale avrebbe, secondo il ricorrente, erroneamente escluso la rilevanza della crisi finanziaria e di liquidità nella quale versava la sua società al fine di escludere la sussistenza del dolo.

 

Osserva la Cote che l’omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali è dolo generico, ed è integrato alla consapevole scelta di omettere i versamenti dovuti, ravvisabile anche quando il datore di lavoro, in presenza di una situazione di difficoltà economica, abbia deciso di dare preferenza al pagamento degli emolumenti ai dipendenti ed alla manutenzione dei mezzi destinati allo svolgimento dell’attività di impresa e di pretermettere il versamento delle ritenute all’Erario, essendo suo onere quello di ripartire le risorse esistenti all’atto ella corresponsione delle retribuzioni in modo da adempiere al proprio obbligo contributivo, anche se ciò comporta l’impossibilità di pagare i compensi nel loro intero ammontare.

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