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Contenzioso scaturito dall'atto da liquidazione non sospendibile

Nessuna sospensione del processo per le controversie sull’impugnazione della cartella di pagamento emessa a seguito della liquidazione delle imposte. Lo ha affermato la Corte di Cassazione con la sentenza del 13 marzo 2019, n. 7099, con la quale ha respinto il ricorso di una contribuente che aveva presentato istanza di sospensione del processo ai sensi dell’art. 6 del D.L. 23 ottobre 2018, n. 119 (tale norma prevede la possibilità per il contribuente di chiedere la sospensione del processo sino al 10 giugno 2019 facendone apposita richiesta al giudice e dichiarando di volersi avvalere delle disposizioni dello stesso articolo).

 

Al centro del contenzioso tra il Fisco e la cittadina, una cartella di pagamento inerente l’anno di imposta 2000 emessa ai sensi dell’art. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973, a seguito di omesso o carente versamento dell’IRPEF e impugnata per vizi propri: tale cartella, secondo la Corte, che per altro non era stata impugnata nel merito della pretesa erariale, «non poteva essere ritenuta un atto impositivo derivando, per quanto attiene ai versamenti, da una mera liquidazione dei tributi già esposti dal contribuente e, con riferimento alle sanzioni, da un riscontro puramente formale dell’omissione, senza alcuna autonomia e discrezionalità da parte dell’Amministrazione. Ne deriva che la controversia non rientra tra quelle passibili di definizione agevolata ai sensi della normativa citata con conseguente rigetto dell’istanza di sospensione».

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