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Contratti di rete, per i professionisti possibilità limitate

Ai fini pubblicitari del Registro imprese, i professionisti possono creare solo contratti di rete misti e non anche ordinari. Così emerge dalla Circolare MISE n. 3707/C dello scorso 30 luglio con cui viene data risposta alle richieste avanzate dalle Camere di Commercio e dalle Associazioni di categoria (segnatamente Confcommercio Lombardia), tendenti ad avere chiarimenti in merito alla esatta applicazione, anche dal punto di vista procedurale della pubblicità commerciale, delle nuove modalità di costituzione (dal punto di vista soggettivo) dei contratti di rete.

 

Sulla questione della pubblicità del contratto di rete (art. 12 Jobs Act Lavoratori autonomi), il MISE chiarisce che, nel caso di contratto di rete “ordinario” (privo cioè della soggettività giuridica), la pubblicità deve essere assolta tramite iscrizione a margine di ciascuna posizione nel registro delle imprese di ogni imprenditore, del contratto di rete. Nell’ipotesi contemplata, per il Ministero “risulta impossibile iscrivere il contratto di rete, sulla posizione di un soggetto (“che svolge attività professionale”) non iscritto al registro delle imprese. In questa fase, a legislazione invariata, pertanto, appare possibile – a fini pubblicitari - la sola creazione di contratti di rete misti (imprenditoriali – “professionali”), dotati di soggettività giuridica, come descritti al comma 4 quater del ridetto art. 3 del D.L. 5/2009”. “Detta fattispecie – conclude il MISE - , prevedendo (proprio perché dotata di autonoma soggettività) l’iscrizione autonoma della rete al registro delle imprese, non già sulla posizione dei singoli imprenditori “retisti”, consentirebbe la possibilità di costituire e dare pubblicità alle reti miste di cui al quesito delle CCIAA e di codesta Confederazione”.

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