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Contributi in conto esercizio

17 Luglio 2019 |

Risp. AE 15 luglio 2019 n. 238/E
Art. 85 c. 1 lett. g, h DR 917/86

Contributi in conto capitale, conto esercizio

Un ente ecclesiastico che svolge attività di insegnamento universitario con il potere di conferire titoli come un’università statale ha chiesto il corretto trattamento ai fini IRES ed IRAP del contributo annuo che riceve dall’organo di controllo ed indirizzo dei Vescovi italiani. Il contributo viene erogato a coperture dei costi della gestione ordinaria, non essendo le tasse accademiche sufficienti. Il quesito verte sull’assenza di una espressa previsione contrattuale, richiesta appunto per l’inquadramento sotto l’art. 85 c. 1 lett. g DPR 917/86.

 

L’AE, dopo aver compiuto un’ampia ricognizione del quadro regolamentare in cui l’ente ecclesiastico svolge la sua attività conclude che il contributo concorre alla formazione del reddito imponibile nell’esercizio di competenza sulla base dell’art. 85 c. 1 lett. h DR 917/86 in quanto qualificato come contributo in conto esercizio dalla legge sulla base di:

- Statuto della Facoltà che prevede il riconoscimento del contributo “per il buon funzionamento dell’attività accademica”;

- disposizioni regolamentari di settore (D.Lgs. 18/2012 e DI 14 gennaio 2014, n. 19) in base alle quali le somme erogate da terzi per il funzionamento degli atenei si configurano come contributi in conto esercizio;

- principi contabili, schemi di bilancio e lo stesso inquadramento contabile scelto dall’istante.

 

In via residuale l’AE conferma che, anche se l’erogazione del contributo non dovesse fondarsi né su un contratto né su una legge, risulterebbe comunque imponibile come sopravvenienza attiva, nell’esercizio dell’incasso o in quote costanti entro il quarto esercizio successivo (art. 88 c. 3 lett. b DPR 917/86).

 

Lo stesso inquadramento viene confermato ai fini IRAP, per cui il contributo in questione concorre al valore della produzione, e non può esserne escluso sulla base dell’eventuale correlazione a componenti indeducibili, in quanto riconosciuto a fronte dell’attività in generale dell’ente, e non è possibile riscontrare un nesso esatto ed inequivocabile con costi indeducibili.

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