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Costi di vitto e alloggio per i “vip”: non sono spese di pubblicità

I costi di vitto, alloggio, viaggio e trasporto per ospitare i “vip” ospiti del festival cinematografico? Essendo spese di rappresentanza e non di pubblicità, non possono essere interamente deducibili né detraibili a fini IVA. Lo ha specificato l’Agenzia delle Entrate con la Risposta ad interpello n. 22 pubblicata il 1° febbraio sul proprio sito istituzionale.

 

La società istante è un’associazione culturale avente per oggetto sociale lo sviluppo e la diffusione della cultura e della tecnica cinematografica e audiovisiva, che svolge anche attività commerciale e organizza un festival cinematografico.

 

La stessa associazione riteneva che le spese di ospitalità sostenute nei confronti di tutte le categorie di ospiti non presentassero le caratteristiche delle spese di pubblicità. Tali spese di ospitalità effettivamente non possono essere considerate integralmente deducibili, in quanto i soggetti beneficiati non rientrano nella categoria dei clienti, né attuali né potenziali. «Invero, l’attitudine di essere destinatari dell’attività caratteristica esercitata dall’istante e di manifestare interesse commerciale verso i prodotti esibiti appare meramente eventuale rispetto al ruolo ricoperto e ai compiti svolti dalla categoria di ospiti qui in esame. Detto in altri termini, i predetti ospiti sono invitati all’evento non in quanto potenziali clienti, ma in quanto potenziali promotori dello stesso», si legge nella Risposta. Dunque, per i “vip”, i giornalisti e gli esperti di cinema è possibile classificare tali spese come di rappresentanza.

 

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