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Dal CNDCEC perplessità sulla pace fiscale: rischio di esclusione per l'85% delle cartelle

 

Il CNDCEC con la nota stampa del 9 ottobre 2018 ha espresso un primo commento circa la Relazione sull’evasione fiscale e contributiva allegata alla Nota di Aggiornamento al DEF 2018.

 

Si osserva come “nella media del periodo 2011-2016 il gap complessivo relativo all’IRPEF da lavoro autonomo, IRES, IVA, IRAP, locazioni e canone RAI ammonta a circa 86,4 miliardi di euro: di questi, 13,2 miliardi sono ascrivibili alla componente dovuta ad omessi versamenti ed errori nel compilare le dichiarazioni, mentre il gap derivante da omessa dichiarazione ammonta a circa 73,2 miliardi di euro”.

Ne derica che solo il 15,3% dell’evasione è di chi “dichiara e poi non paga”, il restante 84,7% deriva da dichiarazione infedele o omessa.

 

I commercialisti rimarcano come la traduzione pratica della linea politica “pace fiscale solo per chi non ha pagato, ma ha dichiarato” comporterebbe l’esclusione di tutte le cartelle esattoriali che sono state emesse dall’Amministrazione finanziaria non già sulla base della mera liquidazione della dichiarazione presentata dal contribuente e dal riscontro della mancata effettuazione dei versamenti dovuti in forza degli importi a debito ivi evidenziati dal contribuente medesimo (che, appunto, dichiara e poi non paga), bensì sulla base di un’attività di accertamento capace di far emergere un debito o un maggior debito di imposta che il contribuente non aveva evidenziato, in tutto o in parte, nella propria dichiarazione.

 

“Non vi è dubbio - è il commento del presidente nazionale dei commercialisti, Massimo Miani - che una ipotesi di saldo e stralcio che riguardasse anche gli importi dovuti a titolo di imposta e che si applicasse indistintamente su tutte le cartelle sarebbe un classico condono, ma è d’altro canto evidente che un provvedimento limitato alle sole cartelle emesse sulla base della liquidazione della dichiarazione presentata dal contribuente, con esclusione di quelle emesse a seguito di accertamento di una maggiore imposta da parte dell’Amministrazione finanziaria, avrebbe una portata estremamente limitata”.

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