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Dal MISE le Faq sul nuovo APE

Il 26 giugno scorso, come noto, è stato emanato il Decreto Ministeriale avente ad oggetto le nuove metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche, che definisce le prescrizioni e i requisiti minimi che gli edifici devono possedere (cfr. nostra news del 17 luglio). Nella giornata di ieri sono stati pubblicati dal Ministero dello Sviluppo Economico una serie di chiarimenti, sotto forma di FAQ, relativi ai dubbi maggiormente riscontrati, in modo particolare da parte dei redattori degli attestati, in applicazione del suddetto Decreto.

Si ricorda che l’APE (Attestato di Certificazione Energetica) non produce più i suoi effetti non solo quando siano trascorsi 10 anni dal suo rilascio ma anche quando il proprietario o l’inquilino non pongono in essere attività di manutenzione agli impianti tecnici dell’edificio. Essi, infatti, sono obbligatori (D.P.R. n. 74/2013) ma è necessario, per quanto concerne la tempistica, far riferimento a quanto prescritto anche dalla legislazione regionale. In caso di inadempienza l’Ape decade il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui è prevista la prima scadenza non rispettata.

Ecco a seguire alcuni degli interrogativi formulati e delle risposte fornite dai tecinci ministeriali: 

  • cosa accade per le pratiche edilizie il cui permesso di costruire è anteriore all’entrata in vigore del decreto se non vi sono norme transitorie? La risposta è l’applicazione della normativa vigente alla data del permesso di costruire;
  • l’APE si può riferire ad una o più unità immobiliari presenti nello stesso edificio? e se queste hanno destinazioni residenziali e non residenziali come si procede? Se le zone possono separarsi, occorreranno due attestati, in caso contrario si applica la normativa della destinazione prevalente.

A seguire, nel documento allegato, tutte i chiarimenti ministeriali.

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