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Dal Palazzo Madama via libera al nuovo fallimento

Approvato in via definitiva il DdL sulla riforma fallimentare. Il sì è arrivato dal Senato ieri, 11 ottobre, con 172 voti favorevoli e 34 contrari. Il testo licenziato da Palazzo Madama assegna al Governo 12 mesi di tempo per i decreti oggetto della delega e si compone di sedici articoli suddivisi in tre capi: il Capo I (articoli 1-2) sulle disposizioni generali, il Capo II (articoli 3-15) reca i principi e criteri direttivi per la riforma della disciplina delle procedure di crisi e dell'insolvenza e, infine, il Capo III (articolo 16) è dedicato alle disposizioni finanziarie.

 

La riforma segna una svolta nel concetto di crisi di impresa e di approccio letterale ad essa, poiché viene abbandonata la tradizionale concezione di fallimento che prende il nome di “liquidazione giudiziale”. L’intervento legislativo prevede, inoltre, l’introduzione di una fase preventiva e stragiudiziale, in modo da anticipare la crisi di impresa tramite delle “procedure di allerta”. Per avere accesso ai principi guida che staranno alla base dei lavori dell’Esecutivo, si rimanda al testo del DDL in allegato.

 

L'approvazione della riforma registra la soddisfazione dei Commercialisti. Il Presidente del CNDCEC, Massimo Miani, si è fatto portavoce del favore che la novità legislativa ha trovato nella categoria. Soltanto un appunto in merito ad un intervento migliorativo che avrebbe potuto interessare il procedimento di allerta pre-crisi. Nel complesso, ad ogni modo, un parere positivo.

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