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Decreto crescita: deducibilità IMU dall’IRES

La necessità di depotenziare il giudizio di costituzionalità incardinato dalla CTP di Parma, dichiarato inammissibile dalla Consulta, senza possibilità di appello, con ordinanza n. 163 pochi giorni or sono, ha forse incoraggiato il legislatore con la conversione del c.d. Decreto “Crescita” (art. 3 DL 34/2019 che ha modificato l’art. 14 DLgs 23/2011), ad elevare, dal 2019, in modo progressivo, la deducibilità dell’IMU dall’IRES fino a prevederne la deducibilità integrale dal 2023.

 

Nello specifico per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al:

- 31 dicembre 2018: al 50%;

- 31 dicembre 2019 e 31 dicembre 2020: al 60%;

- 31 dicembre 2021: al 70%;

- 31 dicembre 2022: al 100%.

 

Con riferimento ai soggetti “non solari” la percentuale di deducibilità dell’IMU, deve essere individuata avendo riguardo a quella applicabile nel periodo di imposta di competenza di ciascuna rata versata. Si ricorda, infatti, che, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate (Circ. AE 14 maggio 2014 n. 10/E, risposta 8.2) per i soggetti titolari di reddito d’impresa, costituisce costo deducibile l’IMU di competenza di un certo periodo di imposta a condizione che l’imposta sia pagata dal contribuente.

 

Per l’esercizio 1/7/2018 - 30/6/2019, ad esempio, la percentuale di deducibilità sarà il 20%; per l’esercizio 1/7/2019 - 30/6/2020 il 50%.

 

Con riferimento, all’individuazione del periodo d’imposta di deducibilità nel caso particolare in cui il pagamento dell’IMU avvenga in un esercizio successivo rispetto a quello di competenza, l’Agenzia delle Entrate ha affermato che l’IMU relativa ad immobili strumentali versata tardivamente nel 2013 è indeducibile, trattandosi di un costo di competenza del periodo d’imposta 2012. L’IMU 2013 versata tardivamente nel 2014 sarebbe invece un costo di competenza del 2013 e pertanto risulterebbe indeducibile nel 2013, ma deducibile nel 2014. Quanto sopra in quanto il legislatore avrebbe voluto consentire la deducibilità dell’IMU dal reddito di impresa solamente a partire dall’imposta municipale relativa all’anno 2013.

 

Con specifico riferimento ai titolari di reddito d’impresa, sempre secondo l’Agenzia, occorre infatti tenere in considerazione che l’art. 99 c. 1 DPR 917/86, in base al quale “le altre imposte sono deducibili nell’esercizio in cui avviene il pagamento” è una norma che non introduce ai fini della determinazione del reddito d’impresa un puro criterio di cassa in deroga a quello generale di competenza, ma costituisce una norma di cautela erariale, introducendo un’ulteriore condizione di deducibilità per le imposte: l’avvenuto pagamento.

 

E’ necessario però ulteriormente  osservare che il recepimento della tesi della “competenza corretta con il criterio di cassa” non risulta coerente con quanto già affermato in passato dalla stessa Amministrazione finanziaria.
Con la Circ. Min. 5 luglio 2000 n. 136/E, la medesima amministrazione rilevò, infatti, che l’odierno art. 99 c. 1 DPR 917/86 aveva originariamente natura residuale e si proponeva di disciplinare la deducibilità degli oneri che non fossero in rapporto di causa ed effetto con la produzione del reddito, distinguendo le imposte e i contributi alle associazioni sindacali e di categoria, deducibili per intero ma in ordine ai quali si poneva il problema della loro rilevanza rispetto al tempo, dagli altri oneri “non suscettibili di specifica imputazione”.

 

Con riguardo alle imposte, per loro natura di oneri prive di correlazione con i ricavi d’esercizio, non era infatti ipotizzabile un periodo di competenza e non era ravvisabile una “data” di sostenimento secondo le regole ordinarie. La conseguenza di tale ragionamento era quindi vincolare l’imputazione fiscale del costo all’unico elemento temporale certo e cioè al momento del pagamento.

 

Tali logiche sono oggi più che mai da soppesare attentamente proprio con riferimento alle conseguenze che gli scatti di aliquota di deducibilità appena approvati potrebbero comportare sulla corretta quantificazione della base imponibile ai fini IRES.

 

Naturalmente il recepimento della tesi della “competenza corretta con il criterio di cassa” risulta essere quella allo stato attuale più prudente.

 

A completamento di trattazione si evidenzia che rimane ferma l’indeducibilità con riferimento all’IRAP.

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