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Deducibilità dei costi di manutenzione degli automezzi dell’azienda

Il caso di specie

La CTR della Puglia accoglieva l’opposizione di una società relativa a un avviso di accertamento in rettifica, relativo a IRPEG e ILOR, inerente a due attività: la prima, concernente l’estrazione, frantumazione e composizione di conglomerati cementizi, e la seconda, di riparazione di autoveicoli, Quest’ultima attività, come rilevato dalla Guardia di Finanza, veniva considerata dai giudici di merito “secondaria” dal momento che riguardava gli automezzi dell’azienda.

L’Agenzia delle Entrate ricorreva in Cassazione avverso tale decisione assumendo che l’attività scoperta in relazione alla riparazione di una grande quantitativo di veicoli, era tutt’altro che secondaria: riguardava numerose imprese facente parti di un consorzio, con le quali la società aveva stipulato appositi contratti di manutenzione.

 

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte – con l’ ordinanza n. 27458 del 9 dicembre 2013 – ha accolto il motivo di ricorso dell’Agenzia delle Entrate affermando che “la deducibilità delle spese per la riparazione e manutenzione di automezzi destinati all’esercizio dell’impresa è subordinata alla dimostrazione, da parte del contribuente, della inerenza di tali spese a beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito stesso, il che invece non avveniva nel caso in esame, atteso che i mezzi non solo non erano individuati, ma soprattutto non venivano indicati come quelli inerenti all’attività produttiva del reddito stesso”.

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