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DEF, si punta sulla flat tax

Proseguire il processo di riforma delle imposte sui redditi in chiave flat tax, incidendo in particolare sull’imposizione a carico dei ceti medi, e dare continuazione agli interventi di sostegno alle famiglie ed alla natalità. Sono queste, in estrema sintesi, le direttrici in ambito fiscale individuate nel Documento di Economia e Finanza 2019. Il DEF, licenziato ieri dall'esecutivo, traccia, come noto, le linee guida della politica di bilancio e di riforma per il prossimo triennio.

 

Nella breve nota diramata ieri da Palazzo Chigi al termine del vertice, si legge, tra gli obiettivi, “l’azione di riforma fiscale in progressiva attuazione di un sistema di flat tax come componente importante di un modello di crescita più bilanciato” e “il sostegno alle imprese impegnate nell’innovazione tecnologica e il rafforzamento contestuale della rete di protezione e inclusione sociale”.

 

Secondo le stime del Governo, il 2018 si è chiuso con un incremento del PIL reale dello 0,9%. Come conseguenza delle mutate condizioni interne ed esterne, la proiezione di crescita tendenziale per il 2019 è stata rivista, passando dall'1 allo 0,1%. Il deficit di quest’anno è stimato dall'esecutivo al 2,4% del PIL. “In termini strutturali, ovvero al netto dell’andamento ciclico e delle misure temporanee - si legge nella nota - questo risultato darebbe luogo a una variazione dell’indebitamento di solo -0,1 punti percentuali. Tenendo conto della flessibilità concordata con la Commissione, il risultato di quest’anno rientrerebbe quindi nei limiti del Patto di Stabilità e Crescita (PSC)”.

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