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Depositi IVA, recepite le novità del Decreto Fiscale

Lo scorso venerdì, 17 marzo, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto 23 febbraio 2017 che attua le nuove disposizioni in materia di Depositi IVA introdotte dal Decreto Fiscale (art. 4, c. 7. D.L. 193/2016). A decorrere dallo scorso 3 dicembre, infatti, sono stati modificati gli adempimenti relativi alle estrazioni dal deposito in caso di beni diversi da quelli introdotti in forza di un acquisto intracomunitario (ovvero le ipotesi previste dall'art. 50-bis,  comma 4, lettera b), D.L. 331/93).

 

In particolare, le disposizioni del Decreto Fiscale hanno previsto che: (i) sull’estrazione di beni extra UE immessi in libera pratica, l’IVA è dovuta dal soggetto che estrae il bene mediante il meccanismo del reverse charge, previa prestazione di idonea garanzia; (ii) sull’estrazione di beni diversi da quelli introdotti in forza di un acquisto comunitario, l’imposta è dovuta dal gestore del deposito, senza possibilità di compensazione, in nome e per conto del soggetto estrattore che rimane comunque obbligato in solido al pagamento.

 

A fronte di tali novità, il Decreto 23 febbraio 2017 (Serie Generale n. 64 del 17 marzo 2017), disciplina i requisiti di garanzia, l’attestazione relativa alla garanzia e i casi di esclusione.

 

Requisiti di garanzia

L’imposta è dovuta qualora sussistano i seguenti requisiti di affidabilità del contribuente:    

  1.  presentazione della dichiarazione IVA, per chi sussiste l’obbligo, nei tre periodi d’imposta antecedenti l'operazione di estrazione;    
  2.  esecuzione dei versamenti, se dovuti, relativi all’IVA dovuta in base alle ultime tre dichiarazioni annuali presentate alla data dell'operazione di estrazione;    
  3.  assenza di avviso di rettifica o di accertamento definitivo per il quale non è stato eseguito il pagamento delle somme dovute, per violazioni relative all'emissione o all'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, notificati nel periodo d’imposta in corso ovvero nei tre antecedenti l'operazione di estrazione;    
  4.  assenza della formale conoscenza dell’inizio di procedimenti penali o di condanne o di applicazione della pena su richiesta delle parti a carico del legale rappresentante o del titolare della ditta individuale, per uno dei delitti previsti dagli artt. 2, 3, 5, 8, 10, 10-ter, 10-quater e 11 D.Lgs. n. 74/2000 e dall'art. 216 del R.D. 16 marzo 1942, n. 267.  

 

In assenza di tali requisiti l'imposta è dovuta previa prestazione della garanzia secondo le modalità stabilite dall’art.  38-bis, comma 5, D.P.R. n. 633/72, a favore del competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate, per l'importo corrispondente all'imposta dovuta per la durata di sei mesi dalla data di estrazione.

 

Attestazione relativa alla garanzia

La sussistenza dei sopraindicati requisiti di affidabilità, sono attestati dal soggetto che procede all’estrazione attraverso una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà redatta in conformità al modello approvato con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate. La dichiarazione sostitutiva deve essere consegnata dal soggetto estrattore al gestore del deposito all'atto della prima estrazione effettuata ed è valida per l’intero anno solare di presentazione. Il gestore del deposito trasmette la dichiarazione sostitutiva all'Agenzia delle Entrate che procede, anche sulla base di analisi del rischio di evasione o di frode, ad opportuni controlli ivi compresi quelli connessi alla verifica dell'effettiva sussistenza dei requisiti di garanzia dichiarati dal contribuente.  

 

Casi di esclusione

I requisiti di affidabilità sono considerati sussistenti in capo ai soggetti che procedono all’estrazione qualora ricorra una delle seguenti condizioni:    

  • il soggetto che procede all'estrazione dei beni dal deposito IVA coincide con quello che ha effettuato l’immissione in libera pratica con introduzione dei beni nel deposito IVA;    
  • il soggetto che procede all'estrazione dei beni dal deposito IVA è un soggetto autorizzato ai sensi degli artt. 38 e seguenti del Regolamento n. 952/2013/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 ottobre 2013, oppure è esonerato ai sensi dell’art. 90 del T.U. delle disposizioni legislative in materia doganale, di cui al D.P.R. n. 43/1973.

In tali casi, per l’estrazione dei beni introdotti nel deposito IVA, l’imposta è dovuta dal soggetto che procede all'estrazione ai sensi dell’art. 17, D.P.R. 633/72.

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