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Deposito IVA, niente garanzia se coincidono il soggetto che introduce e quello che immette in libera pratica

Nessuna cauzione o fideiussione o polizza fideiussoria per il soggetto che ha provveduto all’introduzione dei beni nel deposito IVA, qualora coincida anche con il soggetto che ha provveduto all’immissione in libera pratica. È quanto ha affermato l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 5/E pubblicata ieri, in risposta al quesito posto da una società che affermava di essere titolare di autorizzazione alla gestione di un deposito IVA. La società chiedeva (avanzando risposta negativa) se, nel particolare caso in cui il soggetto che procede all'estrazione dei beni dal deposito IVA coincida con quello che ha effettuato l'immissione in libera pratica con introduzione dei beni nello stesso deposito, sussista comunque l'obbligo di prestare la garanzia prevista dall'art. 50-bis, comma 6, del D.L. n. 331/1993 secondo le modalità stabilite dall'art. 38-bis, comma 5, del D.P.R. 633/1972.

 

Dopo un’articolata risposta che ha richiamato anche recenti documenti di prassi, come la Risoluzione 55/E/2017, l’Agenzia ha affermato che «Nel caso di immissione in libera pratica con introduzione del bene nel deposito il soggetto che estrae i beni può applicare il reverse charge senza aver prestato la garanzia "in uscita" di cui all'art. 50-bis, comma 6, del D.L. n. 331/1993 nei seguenti casi:

  • il soggetto che estrae possiede i requisiti di affidabilità indicati nell'art. 2, comma 1, del D.M. 23 febbraio 2017;
  • il soggetto che estrae rientra tra i soggetti contemplati dall'art. 4, comma 1, lettere a) e b)».

D’altronde, si precisa, in tale ipotesi chi estrae i beni dal deposito, essendo lo stesso
soggetto che li ha introdotti, ha già prestato garanzia “in entrata” (ex art. 50-bis, comma 4, lettera b).

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