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Divieto di ritenzione dei documenti: i chiarimenti del CNDCEC

 

L’obbligo, in capo al professionista, di restituzione dei documenti forniti dal cliente per l’espletamento del mandato (art. 2235 c.c.), al fine di prevenire abusi e scorrettezze nei confronti del cliente, non concerne lecarte interne” (inter alia, appunti, fogli di calcolo, bozze di pareri etc.), documenti appositamente creati dal professionista ed oggetto di proprietà intellettuale, predisposti al solo fine di espletare l’incarico professionale (Pronto Ordini CNDCEC 29 agosto 2019 n. 125).

 

Rientrano nella documentazione soggetta a restituzione, oltre ai documenti consegnati dal cliente:

  • quelli predisposti dal professionista in nome e per conto del cliente in forza dell’incarico professionale (ad esempio, dichiarazioni fiscali, libri contabili etc.); 
  • quelli ricevuti da terzi per conto del cliente (ad esempio, dalla Pubblica Amministrazione, dalla controparte nell’ambito di un contenzioso tributario etc.).

 

Il divieto di ritenzione dei documenti, evidenzia il Consiglio, costituisce la regola, benché mitigato dalla previsione che ne consente la deroga, qualora il professionista li utilizzi come prove al fine di dimostrare l’opera svolta (ad esempio, per ottenere l'incasso del proprio compenso). 

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