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Donazione partecipazioni: passaggi generazionali ed esenzione

Gode del regime di esenzione la donazione contestuale e congiunta di partecipazioni e di diritti di usufrutto su partecipazioni possedute dai genitori a favore dei figli per effetto della quale i donatari acquistano il controllo di diritto sulla società congiuntamente (Risp. AE 17 luglio 2019 n. 257).

 

Il caso

I genitori intendono trasferire ai figli i diritti di usufrutto e di piena proprietà di partecipazioni possedute mediante un atto di donazione congiunta e contestuale che consentirebbe, nel suo insieme, l’acquisizione o integrazione, da parte dei donatari, del controllo di diritto (art. 2359, c. 1 c.c.), requisito richiesto per fruire del beneficio dell’esenzione dalle imposte di successione e donazione (art. 3 c. 4-ter D.Lgs. 346/1990). Tramite interpello, uno dei due figli chiede alle Entrate se è applicabile alla donazione l'esenzione in parola.

 

Le indicazioni delle Entrate

L'Agenzia, considerato che le cessioni contestuali sono collegate funzionalmente, in quanto finalizzate a realizzare una complessiva finalità economica (idonea a garantire il passaggio generazionale dell’impresa conservandone l’unitarietà e la funzionalità), ritiene applicabile l’esenzione.  

 

L'agevolazione, infatti, favorisce il passaggio generazionale delle aziende di famiglia, a condizione, tuttavia, che i beneficiari del trasferimento proseguano l’attività d’impresa o mantengano il controllo della società, per un periodo non inferiore a cinque anni dalla data del trasferimento. Nella fattispecie in esame, il raggiungimento del controllo societario deriva dal possesso, in comunione, dei diritti di usufrutto su partecipazioni e di partecipazioni societarie. Il venir meno della comunione prima del decorso di cinque anni dal trasferimento delle quote, comporterebbe la perdita del requisito del controllo e, dunque, la decadenza dal beneficio, con il pagamento dell’imposta nella misura ordinaria, della sanzione amministrativa (art. 13 D.Lgs. 471/1997) e degli interessi di mora decorrenti dalla data in cui l’imposta medesima avrebbe dovuto essere pagata.

 

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