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Dopo la ritenuta il sostituto non versa l’acconto: contribuente non è tenuto in solido

18 Aprile 2019 | Sostituto d'imposta

Con una sentenza di grande interesse, le Sezioni Unite hanno definito che, una volta ricevuto il corrispettivo per il servizio prestato al netto della ritenuta d’acconto, il contribuente non deve più rispondere del mancato pagamento da parte del sostituto di imposta. La sentenza, depositata il 12 aprile, è la n. 10378.

 

Nel caso in esame, l’Agenzia delle Entrate ricorreva chiedendo la riformulazione della pronuncia di merito, con la quale era stato accolto il ricorso del contribuente avverso la cartella di pagamento emessa a seguito di controllo formale per la riscossione delle somme che il sostituto di imposta non aveva provveduto a versare, pur avendo operato le ritenute d’acconto.

 

Il ricorso del Fisco è stato dichiarato inammissibile: infondata è la censura che denuncia la violazione dell’art. 35, del D.P.R. 602/1973, in tema di solidarietà del sostituto di impostaQuando il sostituto  viene iscritto a ruolo per imposte, sopratasse e interessi relativi a redditi sui quali non ha effettuato né le ritenute a titolo di imposta né i relativi versamenti, il sostituito è coobbligato in solido»). I giudici di legittimità hanno osservato che sostituzione e solidarietà nell’imposta sono due istituti distinti, pronunciando il seguente principio di diritto: «Nel caso in cui il sostituto ometta di versare le somme, per le quali ha però operato le ritenute d’acconto, il sostituto non è tenuto in solido in sede di riscossione, atteso che la responsabilità solidale prevista dall’art. 35 del D.P.R. n. 602/1973 è espressamente condizionata alla circostanza che non siano state effettuate le ritenute».

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