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Eccedenza ACE e accertamento, i chiarimenti dell’Agenzia

L’Agenzia ha spiegato che, nell’ambito delle attività di controllo, sono emerse alcune problematiche operative in merito alla possibilità di computare l’eccedenza di rendimento nozionale in diminuzione dai maggiori imponibili oggetto di definizione in sede di accertamento con adesione e in relazione alle modalità di riconoscimento di tale eccedenza.

 

Il Fisco ha focalizzato l’attenzione sullo scomputo dell’eccedenza ACE in accertamento, evidenziando come, nell’ambito dell’accertamento con adesione, sia necessario «considerare l’ottica di ripristino della situazione che si sarebbe realizzata qualora il contribuente avesse dichiarato sin da subito il proprio imponibile nella misura corretta, in conformità alla ratio sottesa alla disciplina dello scomputo delle perdite in accertamento». Stando dunque all’Agenzia, «si ritiene che l’eccedenza riportabile di ACE, se ancora disponibile, possa essere riconosciuta a scomputo del maggior imponibile accertato in sede di definizione in adesione, su richiesta del contribuente».

 

Stando alle informazioni della Circolare, nell’ambito del procedimento di accertamento con adesione il contraddittorio costituisce la sede idonea per operare il riconoscimento dell’eccedenza di ACE.

 

L’eccedenza di rendimento nozionale deve:

  • trovare esposizione nella dichiarazione dei redditi del periodo d’imposta oggetto di rettifica,
  • essere riportata nei periodi d’imposta successivi
  • essere ancora non utilizzata, e quindi disponibile, al momento dello scomputo in sede di definizione in adesione.
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