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Erronea duplicazione della e-fattura

09 Ottobre 2019 |

Risp. AE 7 ottobre 2019 n. 395
Art. 26 c. 2 DPR 633/72

Fattura elettronica tra privati

Il caso

Il Sistema di Interscambio (SdI) effettua controlli per ogni file ricevuto. Le verifiche circa l’unicità, in particolare, comportano lo scarto ed il mancato inoltro di fatture al destinatario, per l’ipotesi in cui rechino dati coincidenti con quelli di una fattura precedentemente trasmessa.                                                                    

Nel caso in questione, per un’anomalia tecnica, l’istante ha inviato tramite SdI fatture già emesse in formato cartaceo nel 2017 e 2018. Posto che il sistema viene utilizzato in maniera obbligatoria per l’emissione delle fatture elettroniche a partire dal 1° gennaio 2019, l’erronea duplicazione non poteva in alcun modo essere impedita con riferimento alle due annualità citate. L’istante si rivolge, quindi, all’Agenzia delle Entrate per ottenere chiarimenti sulla sanabilità dell’errore.

 

La risposta dell’Agenzia

L’Agenzia, con la Risp. AE 7 ottobre 2019 n. 395, indica come modalità corretta per sanare l’errore l’applicazione della disciplina ex art. 26 c. 2 DPR 633/72 sulle note di variazione. Il caso in questione secondo l’AE è riconducibile a quelli in cui per un’operazione già fatturata, l’ammontare imponibile viene meno, a seguito di una dichiarazione di nullità, annullamento, revoca, risoluzione, rescissione e simili. La sanatoria può dunque essere effettuata con l’emissione di note di variazione in formato elettronico, riportando nel campo causale la dicitura “storno totale della fattura per errato invio tramite SdI”. 

I destinatari dei duplicati che non abbiano detratto l’IVA e dedotto il costo ivi rappresentato dovranno, inoltre, essere informati a cura dell’istante che le note di variazione ricevute, da conservare secondo le modalità ordinarie, non partecipano alla liquidazione periodica né vanno annotate in contabilità. 

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