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Esclusione da IVA delle prestazioni di servizi gratuite

16 Luglio 2019 |

Risp. AE 15 luglio 2019 n. 237
Art. 3 DPR 633/72

IVA

In risposta ad un interpello proposto da un Centro di formazione professionale che fornisce servizi di formazione gratuiti, l’Agenzia ha fornito chiarimenti in merito all’ambito di esclusione dal campo di applicazione dell’IVA delle prestazioni di servizi gratuite.

 

Una prestazione di servizi si considera gratuita quando eseguita senza diritto ad una controprestazione (ad esempio pagamento in denaro) che abbia nesso diretto con la prestazione fornita nell’ambito di un rapporto giuridico definito.

 

Infatti, ai fini che qui interessano, l’art. 3 DPR 633/72 individua le prestazioni di servizi in quelle fornite a titolo oneroso e derivanti da contratti di d’opera, appalto, trasporto, mandato, spedizione, agenzia, mediazione, deposito e in generale le obbligazioni di fare, non fare e permettere.

 

Pertanto, le prestazioni di servizi fornite a titolo gratuito, senza un diretto corrispettivo, non rientrano nel campo di applicazione dell’IVA.

 

Fanno tuttavia eccezione le prestazioni senza corrispettivo, di valore superiore a euro 50,00, effettuate per l'uso personale o familiare dell'imprenditore oppure rese a titolo gratuito per altre finalità estranee all'esercizio dell'impresa (con talune esclusioni previste sempre dall’art. 3 DPR 633/72) se e quando l’imposta afferente agli acquisti di beni e servizi relativi alla loro esecuzione sia detraibile.

 

In definitiva, le prestazioni di servizi gratuite:

- se fornite da un artista o professionista, sono sempre escluse da IVA;

- se fornite da un’impresa, rientrano nel campo di applicazione IVA se di valore superiore a euro 50,00 ed effettuate per l’uso personale o familiare dell’imprenditore oppure fornite per finalità estranee all’esercizio di impresa; al contrario, sono escluse da IVA se fornite per le finalità proprie dell’impresa.

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