News

Esportatori abituali, in detrazione l’IVA accertata

L’IVA versata dal committente-esportatore abituale a seguito di accertamento può essere detratta.

 

È questo, in estrema sintesi, il chiarimento reso dall’Agenzia delle Entrate con la Risposta n. 28 pubblicata lo scorso 5 ottobre sul sito web dell’Amministrazione finanziaria. A interpellare l’Agenzia, in qualità di committente ed esportatore abituale, è una società che nell’anno 2014 inviava al proprio fornitore e cedente una dichiarazione di intento per la non applicazione dell’IVA ex art. 8, comma 1, lettera c), D.P.R. n. 633/1972. Successivamente, nel 2007, l’Agenzia delle entrate emetteva un avviso di accertamento con il quale contestava la violazione del citato art. 8, in conseguenza dell’avviso, e le parti sottoscrivevano un accordo conciliativo con conseguente pagamento dell’IVA accertata. Da qui il dubbio dell’istante, se sia possibile portare in detrazione l’imposta versata, ai sensi dell’art. 60 D.P.R. n. 633/1972.

 

La società istante – hanno risposto dalle Entrate - può operare la detrazione dell’imposta versata - in assenza di limitazioni al suo esercizio e nei termini e con le modalità di cui al citato art. 60, settimo comma, del D.P.R. n. 633/1972 - prescindendo dall’emissione dell’autofattura”.

 

Per l’Agenzia, poiché il cessionario/committente, in esito alla conciliazione conclusa ex art. 48 D.Lgs. n. 546/1992, ha versato l’intero ammontare dell’IVA dovuta in qualità di debitore d’imposta, nonché delle sanzioni e degli interessi, tornano applicabili i chiarimenti resi con la Circolare n. 35/E/2013. La citata prassi, con riferimento all’ipotesi in cui siano stati contestati acquisti senza il pagamento dell’imposta oltre il limite del plafond disponibile, ha riconosciuto all’esportatore abituale la possibilità di esercitare direttamente il diritto alla detrazione dell’IVA pagata a seguito di accertamento. Ciò in quanto, “la responsabilità dell’esportatore abituale costituisce una deroga al principio, delineato dall’art. 17 del D.P.R. n. 633/1972, secondo cui l’IVA è dovuta dal cedente/prestatore, previo addebito dell’imposta alla controparte a titolo di rivalsa, ed è detraibile, ai sensi dell’art. 19, del D.P.R. n. 633/1972, dal cessionario/committente”. Di conseguenza, “sebbene l'art. 60, settimo comma, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 preveda l’esercizio della detrazione da parte del cessionario o del committente a seguito della rivalsa operata in fattura dal cedente o dal prestatore, la tutela del principio di neutralità del tributo impone che la facoltà di detrarre l’IVA pagata in sede di accertamento, sia riconosciuta anche nelle ipotesi in cui, in deroga alle comuni regole di funzionamento del tributo, sia debitore d’imposta il cessionario/committente in luogo del cedente/prestatore”.

Leggi dopo

Le Bussole correlate >