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Fattura differita: disciplina applicabile

07 Ottobre 2019 |

Risp. AE 24 settembre 2019 n. 389
Art. 21 c. 4 DPR 633/72

Fattura elettronica tra privati

Ambito di applicazione

La fattura differita può essere emessa, in alternativa a quella immediata e mediante le stesse modalità, nei seguenti casi.

 

 

1) cessioni di beni mobili

con consegna o spedizione risultante da documento di trasporto o da altro documento idoneo a identificare i soggetti tra i quali è effettuata l'operazione, quale (1):
— bolla di accompagnamento, quando prevista;
— ricevuta fiscale o lo scontrino fiscale opportunamente integrati;
— documento commerciale emesso da chi effettua la trasmissione telematica dei corrispettivi;
— lettera di vettura, carnet Tir e bolletta di consegna (Circ. Min. 31 ottobre 1974 n. 42);

 

2) prestazioni di servizi

se sussiste idonea documentazione commerciale che consenta l'individuazione della prestazione eseguita, della data di effettuazione e delle parti contraenti (es. avviso di parcella o fattura pro forma dei professionisti, documento attestante l'avvenuto incasso del corrispettivo, contratto, nota di consegna lavori, lettera d'incarico, relazione professionale ecc. Circ. AE 24 giugno 2014 n. 18/E, Faq AE novembre 2018) (1) (2).

 

 

 

 

3) cessioni triangolari

cessione di beni che da un primo cedente (A) vengono consegnati o spediti, anziché al cessionario-secondo cedente (B), direttamente a terzi (C), a seguito di disposizioni del cessionario stesso, per avere quest'ultimo a sua volta ceduto i beni medesimi a (C).
Mentre la fatturazione da (A) a (B) segue le normali regole già previste per la fatturazione immediata o differita, limitatamente alla cessione di beni effettuata dal secondo cedente (B) a terzi (C) e nel rispetto delle condizioni sotto illustrate, è possibile emettere la fattura differita.
Le condizioni per il differimento della fatturazione e dell'esigibilità dell'imposta sono:
— la cessione, con passaggio dei beni da (A) verso (C), senza il transito presso (B), deve risultare da atto scritto, anche sotto forma di ordine commerciale;
— la cessione deve risultare dal documento di trasporto o simili da cui si evinca che la consegna a (C) è fatta su disposizione di (B);
— il comportamento di fatto dei contribuenti deve essere conforme alla fattispecie legislativa in esame.
La cessione da (B) a (C), dei beni consegnati in via "triangolare" da (A), oltre a beneficiare di un maggior termine per la fatturazione, beneficia anche del differimento dell'esigibilità dell'IVA.
Infatti, essa diviene esigibile nel mese successivo a quello di consegna o spedizione dei beni, cioè un mese dopo il momento di effettuazione dell'operazione, derogando così al principio della coincidenza fra esigibilità e momento impositivo (art. 6 c. 5 DPR 633/72) (3).

1) Nel caso di prestazioni di servizi, l’emissione di DDT (es. per reso da lavorazione) non qualifica automaticamente le operazioni come effettuate visto che solitamente rileva il pagamento del corrispettivo, quindi la conseguente emissione della fattura prima del pagamento anticipa il momento impositivo e la fattura stessa va intesa come immediata (Risp. AE 24 settembre 2019 n. 389).    

2) In caso di fattura elettronica il ddt o il documento equipollente possono essere ancora redatti su carta.                            

3) Se vi sono più di 3 soggetti, come nel caso di operazioni quadrangolari, la fatturazione differita non è ammessa (Ris. AE 7 marzo 2002 n. 78/E).

Tuttavia, in caso di pagamento anticipato, totale o parziale, del corrispettivo (cioè anteriore all'emissione dei documenti di trasporto o al termine previsto per l'emissione della fattura differita), il cedente o prestatore deve emettere la relativa fattura immediata lo stesso giorno del pagamento. Ciò in quanto il pagamento anticipa il momento di effettuazione dell'operazione.

Se invece il pagamento avviene contestualmente o successivamente all'emissione dei documenti di trasporto, esso non fa venire meno la facoltà di emettere la fattura differita entro il 15 del mese successivo (Circ. Min. 9 agosto 1975 n. 27).

 

Termini di emissione

Generalmente la fattura differita può essere emessa entro il 15 del mese successivo a quello della consegna o spedizione (es. consegna il 1o marzo, fattura entro il 15 aprile) o a quello di effettuazione della prestazione.
Nel caso di triangolazione sopra descritto, limitatamente alle cessioni di beni effettuate dal secondo cedente (B) a terzi (C), è possibile emettere la fattura entro la fine del mese successivo a quello della consegna o spedizione dei beni, c.d. fattura super-differita (Circ. Min. 22 dicembre 1998 n. 288/E) .

Nel caso in cui, prima dell'emissione della fattura differita, l'operazione venga meno totalmente o parzialmente (es. merce spedita contestata e rifiutata dall'acquirente, ritiro parziale) bisogna distinguere:
— se la consegna è avvenuta tramite vettore, la fattura deve essere ugualmente emessa per tutti i beni inviati. Successivamente dovrà essere emessa una nota di accredito in relazione ai beni non ritirati dall'acquirente;
— se la consegna è effettuata direttamente dal venditore, la fattura va emessa solo con riferimento ai beni ritirati dall'acquirente. Quindi, in caso di mancato ritiro totale può non essere emessa, in quanto l'operazione non può considerarsi effettuata, visto che non c'è stata alcuna consegna.

 

La fattura differita emessa per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi idoneamente documentati [punti 1) e 2) della tabella sopra riportata può avere anche natura riepilogativa e riguardare tutte le cessioni e/o tutte le prestazioni effettuate nel corso di un mese solare fra gli stessi soggetti (Circ. AE 24 giugno 2014 n. 18/E).

È altresì possibile emettere più fatture che riassumano operazioni effettuate in periodi più brevi del mese stesso.
Nella fattura riepilogativa è possibile indicare:
- per ogni singolo prodotto ceduto la quantità globale consegnata o spedita nel mese precedente (o nel periodo più breve del mese stesso), fermo restando l'obbligo di annotare nella fattura stessa gli estremi dei ddt (Circ. Min. 9 agosto 1975 n. 27);
- per ogni singolo servizio prestato il suo valore complessivo.
In caso di fattura elettronica emessa via SdI, va indicata la data dell'ultima operazione o, convenzionalmente, quella di fine mese; ad esempio operazioni effettuate il 5, 15 e 25 ottobre anno X, come data della fattura va indicato il 25 ottobre o, più semplicemente, il 31 ottobre (Circ. AE 17 giugno 2019 n. 14/E, Risp. AE 24 settembre 2019 n. 389).

Poiché la fattura deve contenere l'indicazione specifica dei soggetti tra i quali viene effettuata l'operazione, non è possibile emettere un'unica fattura, per tutte le cessioni effettuate nel mese precedente, a favore dei propri dipendenti, sia pure con l'allegazione alla stessa dei documenti di consegna relativi alle singole cessioni (Ris. Min. 29 marzo 1991 n. 451379).

 

Casi particolari (DM 18 novembre 1976)

Nei seguenti casi gli obblighi di fatturazione possono essere eseguiti entro la fine del mese successivo a quello in cui è stata effettuata l'operazione:
— operazioni effettuate da imprese a mezzo di sedi secondarie o altre dipendenze che non provvedono direttamente all'emissione di fatture;
— operazioni effettuate dalle imprese, fuori della loro sede, tramite i propri dipendenti o ausiliari o intermediari;
— cessioni di beni inerenti a contratti estimatori;
— passaggi di beni dal committente al commissionario.

 

Altri termini differenti sono previsti nelle ipotesi indicate nella tabella seguente.

Ipotesi

Termini di emissione

Imballaggi non restituiti

Per gli imballaggi non restituiti entro il termine stabilito è possibile emettere, in luogo di una fattura integrativa o nota di variazione in aumento, una fattura globale, per tutte le cessioni effettuate nell'anno, entro il 31 gennaio dell'anno successivo (1).
In tal caso è necessaria l'istituzione di apposito registro su cui annotare tutte le consegne e tutte le restituzioni dei diversi imballaggi.

Somme ricevute in deposito

I professionisti (notai, avvocati, procuratori legali, commercialisti), percettori di somme ricevute sia a titolo di corrispettivo sia a titolo di spese da sostenere in nome e per conto dei clienti, devono emettere la fattura entro 60 giorni dalla data di costituzione del deposito (art. 3 DM 31 ottobre 1974).

Cessioni con prezzo da determinare

La fattura può essere emessa entro il mese successivo a quello in cui il prezzo è stato determinato. Se sono eseguiti pagamenti, anche parziali, in data anteriore, la fattura va emessa immediatamente ma nei limiti di tali importi. Tuttavia per i pagamenti effettuati nei confronti di uno stesso produttore agricolo nel corso di un mese, può essere emessa, entro il mese successivo, una sola fattura (DM 15 novembre 1975) (2).

(1) Tale fattura non deve essere consegnata ai clienti (che pertanto non possono detrarre la relativa imposta) e deve contenere, anziché i dati dei clienti stessi, gli estremi del decreto che ha previsto la facoltà in esame (DM 11 agosto 1975).
(2) Le cessioni devono risultare da annotazioni nei libri o registri IVA o da documenti di trasporto, i quali devono contenere il riferimento al decreto citato. Le fatture devono contenere anche l'indicazione dei libri o di registri o dei documenti di trasporto predetti.

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