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Federalismo, 4,3 miliardi di euro dalle cartelle dei Comuni

In questo periodo il totale delle riscossioni sui carichi affidati dai Comuni alle società del gruppo Equitalia ha superato i 4,3 miliardi di euro. Così emerge dall’audizione di ieri del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, ascoltato su “Attuazione e prospettive del federalismo fiscale, con particolare riguardo alla riscossione negli Enti locali” dalla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale.

 

Il dato sulle entrate procurate da Equitalia grazie alle cartelle dei Comuni è ancora più rilevante se si considera che il numero di enti che hanno affidato carichi in riscossione a Equitalia sono in diminuzione. A causa delle incertezze derivanti dal perimetro normativo di riferimento, infatti, si è assistito, da alcuni anni, a una riduzione degli affidamenti al soggetto deputato all’attività della riscossione nazionale da parte degli 8.000 Comuni italiani: si è infatti passati da 6.161 che avevano affidato i propri carichi nel 2011, ai 3.354 Comuni del 2016. Le citate incertezze normative hanno determinato il ricorso, da parte dei Comuni, a procedure di gara per l’affidamento, anche combinato, dei servizi di accertamento, liquidazione e riscossione delle proprie entrate. Il risultato è un sistema frammentato e privo di un modello efficace su scala nazionale, quanto meno per il servizio di riscossione.

 

“Attualmente” ha spiegato Ruffini in audizione “poco meno di 100 operatori possono gestire per conto dei Comuni la riscossione delle entrate tributarie e patrimoniali di loro pertinenza, seguendo schemi disomogenei, individuati di volta in volta in sede di gara e che prevedono, peraltro, forme di remunerazione assai variegate e mediamente più gravose per l’Ente creditore e per il cittadino rispetto agli oneri di riscossione previsti per la riscossione dei carichi affidati a Equitalia: dall’analisi dei bandi di gara pubblicati nel 2016 è emerso che, nell’ipotesi di affidamento della sola riscossione coattiva, gli operatori privati applicano aggi che oscillano, in media, dal 6 al 20%, a fronte di quanto attualmente previsto dalla legge per la riscossione a mezzo ruolo, che stabilisce nel 6 % delle somme riscosse la misura massima dell’onere di riscossione”.

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