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Forfettari e diritti d'autore: sui proventi non si applica la ritenuta

Ogniqualvolta vi sia effettiva correlazione tra i proventi derivanti dalla cessione del diritto d'autore e l'attività di lavoro autonomo svolta, i proventi dovranno, da un lato, concorrere alla verifica del limite di 65.000 euro per l'accesso o la permanenza nel regime forfettario e, dall'altro lato, saranno assoggettati all'imposta sostitutiva del regime forfettario, con le particolarità che le aliquote di abbattimento forfettario dei costi saranno quelle previste per i diritti d'autore dall'art. 54 c. 8 TUIR. Pertanto, il sostituto d'imposta, su tali compensi, non dovrà effettuare alcuna ritenuta d'acconto ma ha l'onere di acquisire dal professionista una dichiarazione, sotto la propria responsabilità, che i compensi percepiti per diritti d'autore sono correlati all'attività autonoma esercitata in regime forfettario.

 

La precisazione è contenuta nella Risp. AE 12 dicembre 2019 n. 517 e segue a una richiesta di chiarimenti in ordine all'indicazione resa nella Circ. AE 10 aprile 2019, n. 9 con la quale l'Agenzia delle entrate ha precisato che: "Qualora il contribuente consegua proventi a titolo di diritti d'autore, ai sensi dell'art. 53 c. 2, lett. b) TUIR, anche se effettivamente correlati con l'attività di lavoro autonomo svolta, rimangono ferme le modalità di tassazione degli stessi previste dal c. 8 del successivo art. 54". Tali modalità prevedono che il reddito proveniente dai dritti d'autore sia ridotto del 25% a titolo di determinazione forfettaria delle spese, ovvero del 40% se i relativi compensi sono percepiti da soggetti con meno di 35 anni. 

 

Con la nuova prassi, in sostanza, è chiarito che i proventi a titolo di diritti d'autore conseguiti da un contribuente che applica il regime forfettario, se effettivamente correlati con l'attività di lavoro autonomo svolta dal medesimo soggetto, saranno ridotti del 25% (o del 40% se percepiti da under 35), e tale importo sarà cumulato con gli altri compensi percepiti dal professionista soggetti alle ordinarie aliquote di abbattimento forfettario, al fine di applicare all'ammontare complessivo l'imposta sostitutiva prevista dal regime forfettario (art. 1 c. 64 o 65 L. 190/2014). Ne deriva che il sostituto d'imposta non dovrà effettuare alcuna ritenuta d'acconto sui compensi, per diritti d'autore effettivamente correlati con l'attività di lavoro autonomo, corrisposti a professionisti che si avvalgono del regime.

 

Le Entrate hanno, inoltre, precisato che qualora il sostituto non sfruttasse alcun diritto d'autore oppure qualora i suoi commissionari dovessero svolgere a suo favore un'attività effettivamente riconducibile, ai fini fiscali, a un rapporto di lavoro da cui ritrarre reddito di lavoro dipendente o assimilato a quello di lavoro dipendente, gli stessi nel primo caso non potrebbero applicare l'abbattimento forfettario dei costi (art. 54, c. 8, TUIR) e nel secondo caso non potrebbero applicare il regime forfettario e il sostituto ricadrebbe nell'obbligo di operare la ritenuta d'acconto, a nulla rilevando la sopra menzionata dichiarazione rilasciata dai commissionari medesimi.

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