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Forte deindustrializzazione per l’Italia, peggio di Spagna e Grecia

Continua il declino industriale dell’Italia. Del resto basta citare i casi emblematici Alitalia e Telecom: un tempo realtà produttive orgoglio nazionale, ora destinate a entrare tra le conquiste, rispettivamente, della francese Air France e della spagnola Telefonica.

Per il Rapporto UE sulla competitività, che verrà approvato oggi dalla Commissione, pesano soprattutto i seguenti fattori:

  • alti costi dell'energia;
  • burocrazia;
  • scarsa spesa in ricerca e innovazione;
  • difficoltà di accesso al credito;
  • aumenti del salario lordo nominale combinato con una scarsa crescita della produttività.

Riguardo al nostro Paese, dunque, l’Unione europea sottolinea l’evidente trend di deindustrializzazione (iniziato nel 2007) e il forte calo di competitività, ossia della capacità di attirare investimenti e lavoro.

A perdere terreno in termini di produttività, accanto all'Italia, c'è anche la Finlandia, mentre Spagna e Grecia – nonostante il violento impatto della crisi – migliorano le loro performance superando il Belpaese. Merito, nel caso di Madrid, delle riforme sul mercato del lavoro, che hanno dato impulso alla competitività. La Germania, infine, conserva la “maglia rosa” nell’Eurozona.

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