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Garanzie su richieste di rimborso IVA: ordinanza per rinvio a Sez. Unite

27 Giugno 2019 |

Cass. 20 giugno 2019 n. 16567

Rimborso IVA

La Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite una problematica relativa alle richieste di rimborso IVA.

In particolare, è stata segnalata l’anomalia che riguarda l’esistenza, ad esclusivo beneficio dell’Amministrazione Finanziaria, di una doppia garanzia, nel caso in cui il richiedente il rimborso, quando è anche destinatario di un avviso di accertamento o di un provvedimento di irrogazione sanzioni, non ancora divenuti definitivi, oltre a dover prestare la garanzia ordinariamente prevista per le richieste di rimborso (ai sensi dell’art. 38-bis c. 1 D.P.R. n. 633 del 1972), si vede sospendere comunque il relativo pagamento, in via cautelare (in base all’art. 23  c. 1 D.Lgs. 472/1997 e all’art. 69 RD 2440/23).

Secondo un orientamento un po' datato, la richiesta di garanzia prevista dalla norma generale sui rimborsi IVA costituirebbe, di per sé, uno strumento "autosufficiente" per tutelare l’erario in maniera specifica, pertanto l’applicabilità delle ulteriori norme sulla sospensione cautelare sarebbe esclusa.

In base ad un’interpretazione opposta, invece, è stato affermato che le norme incriminate mirano in realtà a disciplinare situazioni con ambiti applicativi diversi, pertanto risulterebbero entrambe applicabili.

Il Collegio, nuovamente chiamato ad esprimersi a riguardo, rimette gli atti per un intervento definitivo e dirimente che stabilisca:

- se, in caso di rimborso di un credito IVA, l’Amministrazione che abbia chiesto ed ottenuto dal contribuente una garanzia, possa comunque fare uso dello strumento cautelare ove contesti al creditore un controcredito derivante dall’irrogazione di sanzioni;

- se la sospensione cautelare trovi applicazione anche in caso di atto di irrogazione sanzioni annullato non definitivamente.

Rimaniamo in attesa quindi della pronuncia che chiarisca in modo definitivo la questione.

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