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Governo societario e crisi aziendale, l’analisi del CNDCEC

Il Consiglio Nazionale dei Commercialisti ha pubblicato la “Relazione sul Governo societario contenente il programma di valutazione del rischio di crisi aziendale”, elaborata nel rispetto di quanto disposto dal D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 175. Il testo contiene  il programma di valutazione del rischio aziendale (art. 6, co. 2);  la relazione sul monitoraggio e verifica del rischio di crisi aziendale per l’esercizio di riferimento (art. 14, co. 2);  la sezione dedicata agli strumenti integrativi di governo societario (art. 6, co. 3 e 5). Il documento è costituito da un testo word con traccia della relazione redatta dall’organo amministrativo della società corredato da commenti in corsivetto e in colore azzurro, ad ausilio del redattore. Il documento reca uno schema per la formazione della relazione da parte dell’organo amministrativo, il quale resta esclusivo responsabile nei rapporti con tutti i soggetti destinatari.

 

I lavori per la redazione sono stati coordinati dai due consiglieri nazionali delegati all’area “Economia degli enti locali”, il vicepresidente Davide Di Russo e Remigio Sequi; per la stesura del documento hanno partecipato esperti in materie di società partecipate e di procedure concorsuali, oltre a rappresentanti della magistratura, del mondo bancario e delle associazioni delle società pubbliche.  

 

Considerato che il legislatore del Testo unico ha omesso una descrizione contenutistica della Relazione sul governo societario e ha rimesso alla discrezionalità della singola società il contenuto del Programma di valutazione del rischio aziendale, oltre a non definire gli indicatori del rischio di crisi aziendale al cui rilievo è collegato l’obbligo di reazione stabilito ex art. 14, co. 2 – affermano Di Russo e Sequi - il Consiglio Nazionale dei Commercialisti ha elaborato una serie di raccomandazioni per la predisposizione di tali documenti e per la selezione degli strumenti che possono consentire di monitorare il rischio di crisi aziendale”.

 

Il documento – spiegano Di Russo e Sequi - nasce da una collaborazione del Consiglio Nazionale con importanti interlocutori istituzionali. L’intento è anche quello di mettere a disposizione degli operatori un format, per facilitare l’adempimento degli obblighi di legge, e consentire agli organi societari e al rappresentante della Amministrazione pubblica controllante di adottare dispositivi idonei a favorire la tempestiva emersione della crisi e la sua corretta gestione. E ciò, assumendo l’ottica dell’early warning, stimolando l’organo di governo a compiere una valutazione in ordine allo stato della società fondata su parametri la cui integrazione impone un intervento proattivo, basato su una logica forward looking”.

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