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I beni non derivano dal precedente reato, non si applica la confisca

Non si applica la confisca diretta sui beni della società se essi non possano in alcun modo derivare dal reato commesso in precedenza (Cass. pen. 20 novembre 2019 n. 47103).

 

I giudici di legittimità della Corte di Cassazione hanno accolto il ricorso di un imprenditore, escludendo l’applicabilità del sequestro (e successiva confisca) disposto nei suoi confronti in merito a somme depositate successivamente al reato. Secondo la Terza Sezione Penale, la giurisprudenza ormai assolutamente prevalente afferma che la natura fungibile del denaro non consente la confisca diretta delle somme depositate sui conti correnti bancari del reo e, quindi, il prodromico sequestro preventivo, ove si abbia la prova che le stesse non possano in alcun modo derivare dal reato e costituiscano, pertanto, profitto dello stesso. In linea con questo principio, dunque, la giurisprudenza esclude, in linea generale, l’applicabilità del sequestro e della successiva confisca diretta in relazione a somme di denaro depositate in epoca successiva al momento di perfezionamento del reato.

 

La Cassazione ha quindi osservato che le somme di denaro pervenute sul conto del soggetto destinatario della misura ablatoria per effetto di rimesse effettuate da terzi successivamente alla commissione di reati tributari sono estranee al profitto dei medesimi.

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