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I rimborsi ai professionisti volontari per il mancato guadagno giornaliero

08 Novembre 2019 |

Risp. AE 7 novembre 2019 n. 474

Lavoro autonomo

Con la Risp. AE 7 novembre 2019 n. 474, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti sul regime fiscale delle somme erogate a titolo di rimborso ai lavoratori autonomi per mancato guadagno giornaliero.

In particolare, ai professionisti che ne fanno richiesta, appartenenti alle organizzazioni di volontariato riconosciute ed impiegati in attività di protezione civile in modo legittimo, è corrisposto un rimborso per il mancato guadagno giornaliero calcolato sulla base della dichiarazione dei redditi presentata l’anno precedente a quello in cui è stata prestata l’opera di volontariato, nel limite di 103,29 euro lordi giornalieri.

Secondo l’Agenzia i proventi conseguiti in sostituzione di redditi e le indennità conseguite a titolo di risarcimento danni, non avendo una identità reddituale specifica, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti (art. 6 c. 2 DPR 917/86).

I rimborsi in questione, sostituendo i mancati guadagni giornalieri, presenti e futuri, rientrano nel concetto di lucro cessante e purché riconducibili alle categorie reddituali di cui all’art. 6 c. 1 DPR 917/86, sono imponibili.

Diversamente, rientrano nel concetto di danno emergente le indennità risarcitorie erogate a fronte della perdita economica subìta dal percipiente e che si concretizza in una diminuzione del suo patrimonio. Quest’ultime, a differenza dei rimborsi erogati ai professionisti per il mancato guadagno giornaliero, non assumono rilevanza reddituale.

Da ultimo, i predetti rimborsi, costituendo per il percipiente redditi di lavoro autonomo, dovranno essere regolarmente fatturati dal professionista, il quale dovrà, inoltre, evidenziare la ritenuta a titolo di acconto dell’IRPEF, operata dal sostituto d’imposta che provvederà al rilascio della Certificazione Unica ed alla compilazione e trasmissione del Modello dichiarativo 770.

Nella relativa fattura, unitamente al compenso, vanno anche inserite le spese sostenute dal professionista per lo svolgimento della propria attività, in quanto rientranti nell’ambito del reddito di lavoro autonomo.

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