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Il collaboratore part-time non basta per far pagare l’IRAP al professionista

Il solo collaboratore part-time non fa scattare, da solo, l’imposizione IRAP. Lo ha ricordato la Sesta Sezione Civile Corte di Cassazione con l’ordinanza del 5 novembre 2018 n. 28176, con la quale i giudici del Palazzaccio hanno accolto il ricorso di un professionista, pediatra convenzionato con il SSN, con alle proprie dipendenze un collaboratore a tempo parziale.

 

Il giudice di merito, condannando il medico, aveva asserito che l’attività professionale fosse svolta con l’ausilio di dipendenti e collaboratori, ma il contribuente aveva portato le prove dell’impiego di un solo collaboratore part-time, con la qualifica di inserviente.

 

Gli Ermellini del Palazzaccio hanno quindi confermato l’orientamento espresso dalle Sezioni Unite e ormai consolidato dalla giurisprudenza, secondo cui il requisito dell’autonoma organizzazione di cui all’art. 2 del D.Lgs. n. 446/1997, quale presupposto dell’IRAP, ricorre quando il contribuente sia a) sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse e b) impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive.

 

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