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Il commercialista con cattedra universitaria ed una dipendente non paga l’IRAP

Il commercialista non versa l’IRAP se svolge unicamente attività universitaria e siede in alcuni cda. Lo conferma la Corte di Cassazione con l’ordinanza del 10 novembre 2017 n. 26654, con la quale la Corte ha rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate avverso un professionista iscritto all’albo dei commercialisti.

 

Secondo la sentenza di appello, l’attività del contribuente doveva considerarsi priva del requisito dell’autonoma organizzazione in quanto, nel periodo di riferimento, il professionista non aveva esercitato la sua professione ma aveva svolto soltanto attività di docenza ed aveva ricoperto funzioni di componente in alcuni consigli di amministrazione; per un aiuto nel suo lavoro, l’uomo si avvaleva di una lavoratrice dipendente con mansioni di segretaria part-time.

 

Riprendendo i dettami dell’ormai determinante sentenza di Sez. Unite del 10 giugno 2016 n. 9451, gli Ermellini hanno ricordato i confini entro i quali è determinato il requisito dell’autonoma organizzazione, evidenziando come tale requisito ricorra quando il contribuente sia “sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse”, oppure “si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive”.  La Corte ha quindi respinto il ricorso del Fisco.

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