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Il contribuente non avvisa che i documenti sono presso un altro ufficio, il Fisco recupera l’IVA

Maggiore IVA recuperata dall’Agenzia delle Entrate qualora il contribuente non avvisi che i documenti richiesti per l’agevolazione fiscale sono già presso un altro ufficio. Lo sostiene la Corte di Cassazione con l’ordinanza del 3 giugno 2019, n. 15147, con la quale la Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’Agenzia.

 

Secondo la Sesta Sezione Civile, infatti, «è evidente che l’obbligo di acquisizione […] risulta inesigibile nell’ipotesi in cui l’amministrazione fiscale non sia messa a conoscenza dell’esistenza della documentazione che la stessa ha richiesto al contribuente e che quest’ultimo ha inoltrato presso altra articolazione pubblica, faccia la stessa capo o meno ad amministrazione che si occupano di questioni di natura fiscale».

 

La Corte Cassazione precisa che l’errore del giudice di appello era stato quello di aver ritenuto sussistente l’obbligo di acquisizione della documentazione a carico dell’Agenzia delle Entrate, senza avere però valutato se il contribuente avesse formalmente portato a conoscenza la stessa Agenzia dell’esistenza della documentazione presso un altro ufficio (nel caso in esame, l’Agenzia delle Dogane).

 

Insomma: basandosi su tali considerazioni, in accoglimento del ricorso del Fisco, gli Ermellini hanno cassato la sentenza impugnata dall’Agenzia ed hanno rinviato ad altra sezione della Commissione Tributaria Regionale.

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