News

Il decreto di esdebitamento (forse) libera anche dai debiti tributari

Ottenuto il decreto di esdebitamento, il fallito è liberato anche dai debiti nei confronti dell’Erario. Questo quanto propone il relatore della VI sezione civile di Cassazione, con l’ordinanza interlocutoria del 30 ottobre scorso, n. 23129, per risolvere la controversia tra Amministrazione e fallito esdebitato, ora rinviata alla pubblica udienza della medesima sezione.

Il Giudice relatore giunge a tale conclusione dal dato letterale fornito dall’art. 142 L.F., ai sensi del quale “il fallito persona fisica è ammesso al beneficio della liberazione dai debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali non soddisfatti”. Restano esclusi dall’esdebitazione, chiarisce il relatore, gli obblighi di mantenimento e alimentari e comunque le obbligazioni derivanti da rapporti estranei all’esercizio dell’impresa, oltre ai debiti per il risarcimento dei danni da illecito extracontrattuale, nonché le sanzioni pecuniarie penali ed amministrative che non siano accessorie a debiti estinti. Ciò che sottolinea il Giudice è, dunque, la mancata esplicita esclusione dei crediti tributari, osservazione non priva di rilievo, dal momento che, in altre disposizioni, il legislatore si è preoccupato di dettare specifiche disposizioni attinenti ai crediti tributari. Come ad esempio l’art. 182 ter sulla transazione fiscale contenuto nella medesima Legge Fallimentare. Ad avvalorare la tesi del relatore anche il fatto che il regime dei debiti tributari sia regolato nella Legge n. 3/2012, cosi come modificata ed integrata dal D.L. n. 179/2012, che ha introdotto l’esdebitamento dei soggetti non contemplati dalla legge fallimentare.    

Leggi dopo

Le Bussole correlate >